Zeekr, lo sbarco in Italia. Il lusso alternativo si declina in quattro modelli – FOTO
Zeekr debutta in Italia portando con sé una visione precisa del lusso contemporaneo. Non semplicemente un nuovo “attore” elettrico, ma un progetto industriale che unisce hi-tech e sensibilità europea. Una sintesi che prende forma a Göteborg, in Svezia, dove si sviluppano design e innovazione del marchio premium cinese.
Nata nel 2021, Zeekr ha bruciato le tappe: in appena cinque anni ha raggiunto quota 700 mila veicoli venduti, costruendo una gamma che oggi conta quattro modelli a elettroni. Tutti poggiano sulla piattaforma SEA (Sustainable Experience Architecture), un’architettura modulare evoluta condivisa con altri marchi del gruppo come Volvo, Smart e Polestar, e sviluppata su basi ingegneristiche che affondano le radici nell’esperienza Saab. Una base costruttiva pensata per veicoli software-defined, capace di supportare aggiornamenti continui e cicli di sviluppo rapidissimi: appena 18 mesi dal concept alla produzione.
In Italia, la distribuzione è affidata a Jameel Motors (la stessa di Geely), che punta a posizionare Zeekr come alternativa credibile non solo a Tesla, ma anche ai marchi tedeschi (Audi, Bmw, Mercedes) e a quella fascia “upper mainstream” rappresentata da brand come Volkswagen. L’obiettivo è ambizioso, come spiega il managing director per il nostro Paese, Marco Santucci: “Ridefinire il concetto stesso di premium, spostandolo verso un equilibrio tra tecnologia, sicurezza e qualità”.
La gamma che debutta nel nostro Paese racconta bene questa strategia. Si parte dalla Zeekr X, il modello d’accesso con un prezzo di partenza di 39.100 euro. È un suv compatto che abbina dimensioni urbane a contenuti da segmento superiore. La piattaforma SEA consente un baricentro basso e una distribuzione dei pesi ottimale, elementi che si traducono in una guida sorprendentemente dinamica per la categoria. Lo sterzo è diretto, l’assetto ben controllato nonché inaspettatamente rigido, e la risposta dell’elettrico immediata, con accelerazioni pronte ma sempre gestibili.
Salendo di livello si incontra la 7X, proposta a partire da 54.100 euro, uno sport utility di segmento superiore pensato per chi cerca spazio, tecnologia e sicurezza. Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che Zeekr insiste con la forza della filosofia progettuale: i sistemi di assistenza alla guida sono evoluti, basati su una rete di sensori e software che lavorano in modo integrato per aumentare la precisione e la capacità di risposta del veicolo. Del resto la presenza nel gruppo Geely di un marchio come Volvo, che ha fatto di questo il suo cavallo di battaglia, una certa influenza l’ha avuta.
Più in alto nella gamma si colloca la 001, una shooting brake elettrica che parte da 61.100 euro e rappresenta forse meglio di ogni altro modello il DNA del marchio. Linee filanti, abitacolo raffinato e una dinamica di guida che privilegia il comfort senza rinunciare alla precisione. L’insonorizzazione è convincente, mentre la gestione elettronica della trazione consente di sfruttare appieno la coppia elettrica in ogni frangente.
A completare l’offerta arriverà anche la 7GT, di cui non sono ancora stati comunicati i prezzi, ma che promette di spingere ulteriormente sul fronte delle prestazioni e della sportività.
E mentre in Europa il focus resta sull’elettrico puro, Zeekr guarda già avanti: in Cina il marchio dispone anche di modelli ibridi plug-in, ovvero con ricarica alla spina. Non è escluso che possano arrivare anche sui mercati europei visto l’interesse dei clienti nostrani.
Oltre alla tecnologia, però, c’è un altro elemento che distingue Zeekr: una certa idea di artigianalità industriale, visibile nella cura degli interni, nella scelta dei materiali e nell’attenzione al dettaglio. È un lusso meno ostentato, più understatement, che si combina come detto con un approccio molto rapido allo sviluppo del prodotto. Una roba difficile da trovare nei competitor del made in China.
Le vendite in Italia partiranno a metà aprile, segnando l’inizio di una sfida interessante. Perché Zeekr, più che per occupare uno spazio, parte per ridefinirlo. Parlando una lingua che, pur partendo da Est, suona molto europea.