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Condannato per violenza sessuale si era arruolato nell’esercito russo: rimpatriato e arrestato

La sua fuga era iniziata a dicembre 2022, aveva aperto una pizzeria a Formentera, in Spagna. Si era poi trasferito in Russia dove aveva sposato una cittadina russa e aveva deciso di arruolarsi nell'esercito di Mosca
Condannato per violenza sessuale si era arruolato nell’esercito russo: rimpatriato e arrestato
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Aveva trovato rifugio in Finlandia, poi in Spagna e in Russia per sfuggire alla condanna per il reato di violenza sessuale aggravata. Si era poi arruolato per combattere in Donbass con l’esercito di Mosca ed era stato catturato dai soldati ucraini. Mercoledì 25 marzo, dopo una fuga durata anni, Gianni Cenni è stato arrestato all’aeroporto di Fiumicino.

L’uomo era stato condannato a novembre 2022 in via definitiva a 7 anni e 2 mesi per abusi sessuali su una bimba di 7 anni e aveva deciso di darsi alla latitanza partendo per l’estero: la sua fuga era iniziata a dicembre 2022 e, secondo il comunicato pubblicato dalla Procura di Napoli, era fuggito prima nel paese scandinavo, per poi aprire una pizzeria dal nome “Via Napoli” a Formentera, in Spagna. L’uomo aveva già scontato anche una pena per un omicidio avvenuto nel 1999. Dopo la cattura, l’esercito ucraino aveva diffuso anche la foto di un documento militare russo con la sua foto e con un timbro.

Si era poi trasferito in Russia dove aveva sposato una cittadina russa e aveva deciso di arruolarsi nell’esercito di Mosca per combattere contro le forze ucraine, dove era stato poi catturato nel gennaio del 2025. Il latitante era stato poi ricoverato in un ospedale di Kharkiv e infine trasferito in un carcere per prigionieri di guerra, fino al rimpatrio in Italia dove dovrà ora scontare la sua pena.

Cenni sarebbe stato catturato fra il 7 e l’8 gennaio nella zona di Kupyansk, nella regione di Lugansk, in un’operazione ucraina dietro alle linee nemiche. In un paio di video pubblicati lo si vedeva appoggiato contro un muro e con le mani legate pronunciare la frase “ciao, buonasera, sono Giovanni, italiano”, poi sempre lo stesso uomo parlare in russo e in inglese mentre dice di essere un tassista che non c’entra nulla con i militari, che vorrebbe solo tornare in Italia: “Sono stato mobilitato illegalmente in Russia, per combattere in Ucraina. Non voglio combattere, voglio ritornare in Italia”. Ad attenderlo in aeroporto i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli che lo ha arrestato con l’ausilio del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia.

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