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“Tampone mai effettato per avere il Green pass”, la capogruppo di Fdi in Emilia-Romagna condannata. M5s, Pd e Avs: “Si dimetta”

I fatti risalgono al periodo più critico dell’emergenza Covid, quando il Green pass era necessario per accedere a numerosi servizi e luoghi pubblici
“Tampone mai effettato per avere il Green pass”, la capogruppo di Fdi in Emilia-Romagna condannata. M5s, Pd e Avs: “Si dimetta”
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Una condanna per un presunto falso legato al Green pass riporta al centro del dibattito politico il tema del rispetto delle regole durante la pandemia. La capogruppo di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna, Marta Evangelisti, come riporta La Repubblica, è stata condannata a una multa di 3.150 euro per aver richiesto un tampone mai effettuato, ottenendo così la certificazione verde nel dicembre 2021. All’epoca l’esponente di Fratelli d’Italia era consigliera regionale.

I fatti risalgono al periodo più critico dell’emergenza Covid, quando il Green pass era necessario per accedere a numerosi servizi e luoghi pubblici. Secondo quanto emerge dagli atti della Procura di Pistoia, il certificato di negatività sarebbe stato rilasciato senza che il test fosse eseguito, sulla base di una richiesta avanzata via WhatsApp. La condanna, inizialmente a sei mesi di reclusione poi ridotti e convertiti in sanzione pecuniaria, riguarda il concorso in falso ideologico e materiale. L’indagine era a carico della titolare della farmacia anch’essa condannata per falso ideologico e falso in cui compaiono appunto anche i nomi di coloro che si sarebbero sottoposti a falsi tamponi. Tra questi anche quello della Evangelisti, che avrebbe quindi ottenuto il ‘certificato’ di negatività al virus senza essersi sottoposta al tampone.

Sul piano politico, la vicenda ha immediatamente suscitato reazioni e richieste di chiarimento, con toni che convergono sulla necessità di una presa di responsabilità. Dalle opposizioni regionali e locali si sottolinea come, nel pieno della pandemia, chi ricopriva incarichi istituzionali fosse chiamato a rispettare e far rispettare norme che hanno comportato sacrifici per milioni di cittadini. In particolare, esponenti di centrosinistra e forze civiche parlano di un comportamento che rischia di minare la fiducia nelle istituzioni, evidenziando la distanza tra le regole seguite dalla maggioranza della popolazione e la condotta contestata alla consigliera.

La richiesta di dimissioni

Più esplicite le richieste politiche: da più parti viene ritenuto “auspicabile” o “necessario” un passo indietro, fino alla richiesta di dimissioni, considerata una conseguenza coerente con il ruolo pubblico ricoperto. Anche il Movimento 5 Stelle in Emilia-Romagna si è espresso in modo netto, sostenendo che non vi sarebbero più le condizioni per la permanenza nell’incarico e chiedendo le dimissioni immediate.

“Non siamo davanti a una vicenda qualsiasi – spiegano i coordinatori regionali Marco Croatti e Gabriele Lanzi – Parliamo del periodo più duro della pandemia, quando cittadini, lavoratori, famiglie e imprese hanno affrontato sacrifici enormi, rispettando regole difficili e spesso dolorose. Proprio per questo è politicamente e moralmente inaccettabile che chi rappresenta le istituzioni quelle regole risulti averle aggirate. C’è poi un tema enorme di coerenza e di credibilità. Fino a pochi giorni fa la destra pretendeva lezioni di legalità, giustizia e rigore dagli altri. Oggi, invece, davanti a un fatto che investe la propria capogruppo in Regione, Fratelli d’Italia sceglie il silenzio e l’ambiguità”. Sulla stessa linea altre forze politiche, che richiamano il principio di coerenza e il rispetto delle istituzioni, come Avs e Pd. “Nel pieno di una pandemia che ha causato migliaia di vittime, chi ricopriva un ruolo pubblico aveva il dovere di rispettare e far rispettare le norme sanitarie, dando l’esempio ai cittadini” si legge nella nota di Avs. E i democratici: “Tutti abbiamo sofferto durante la pandemia senza cercare scorciatoie: è singolare che chi si candida a rappresentare le istituzioni lo faccia con atteggiamenti di questo tipo”.

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