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Ci sono diverse Ong per i diritti umani finanziate dagli Usa dietro le notizie sulle proteste in Iran

NON C'È DI CHE - Carl Gershman, storico presidente del Ned, ammise che sarebbe problematico se si sapesse che certe organizzazioni democratiche nel mondo sono finanziate direttamente dalla Cia
Ci sono diverse Ong per i diritti umani finanziate dagli Usa dietro le notizie sulle proteste in Iran
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Diverse Ong per i diritti umani, citate dai media occidentali come fonti autorevoli sulle proteste in Iran, sono in realtà finanziate dal governo degli Stati Uniti tramite il National Endowment for Democracy (Ned), organizzazione creata negli anni ’80 con l’obiettivo di svolgere apertamente attività che in passato erano condotte clandestinamente dalla Cia. Tra quelle Ong, scrive MintPress News, ci sono la Human Rights Activists in Iran (Hrai) e la sua agenzia di notizie Hrana: sono state fonti ricorrenti dei media occidentali durante le proteste iraniane; le loro stime sono state riprese da Cnn, Wall Street Journal, Abc News, Sky News, Fox News e New York Post.

Hrai ha sede a Fairfax, in Virginia, non lontano dal quartier generale della Cia (Langley), e riceve finanziamenti dal Ned: nel 2024, oltre 900.000 dollari. Il Ned indica come organizzazione partner anche l’Abdorrahman Boroumand Center for Human Rights in Iran (Abchri): citata spesso da Washington Post, Pbs e Abc News, questa Ong non dichiara il Ned nel proprio rendiconto sui finanziamenti. Fra i suoi consiglieri c’è il politologo Francis Fukuyama, ex consigliere del Ned; la direttrice Roya Boroumand ha ricevuto dal Ned la medaglia Goler T. Butcher per la promozione della democrazia. Anche il Center for Human Rights in Iran (Chri), con sede a New York e Washington, è finanziato dal Ned: una sua consigliera, Mehrangiz Kar, è stata borsista presso il Ned e nel 2002 ha ricevuto il Democracy Award dell’ente, consegnato da Laura Bush e Joe Biden. Il Chri è una fonte menzionata da New York Times, Guardian e Usa Today; un reportage del Washington Post ha utilizzato le sue dichiarazioni per sostenere che gli ospedali iraniani erano sopraffatti e a corto di sangue a causa della repressione governativa.

Il Ned fu fondato nel 1983 durante l’amministrazione Reagan dopo gli scandali emersi dalle indagini del Senato Usa sulle operazioni segrete della Cia. Pur essendo formalmente una fondazione privata, il Ned riceve quasi tutti i suoi finanziamenti dal governo statunitense. Allen Weinstein, uno dei fondatori, spiega: “Molto di ciò che facciamo, 25 anni fa veniva fatto clandestinamente dalla Cia”; Carl Gershman, storico presidente del Ned, ammise che sarebbe problematico se si sapesse che certe organizzazioni democratiche nel mondo sono finanziate direttamente dalla Cia.

Il Ned s’attivò per le elezioni russe del 1996 che portarono al potere Boris Yeltsin; per il tentato colpo di Stato contro Chávez nel 2002; per la rivoluzione di Maidan del 2014 in Ucraina; e per sostenere movimenti di protesta in Bielorussia, Hong Kong e Cuba. Lo schema è sempre lo stesso: finanziamento di Ong, media e attivisti; mobilitazione di proteste di massa; pressione internazionale contro il governo bersaglio. Lo scorso 15 gennaio, MintPress News riferiva di 18 progetti Ned attivi in Iran (reti di attivisti, giornalismo indipendente, libertà di internet, formazione politica), interpretando queste iniziative come parte di una strategia volta a una transizione dal sistema politico iraniano a un governo favorevole agli Usa.

Le proteste del 28 dicembre contro l’aumento dei prezzi si erano rapidamente trasformate in un movimento più ampio che chiedeva di rovesciare il governo e restaurare la monarchia con Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià. L’ex direttore della Cia Mike Pompeo, salutando le proteste, rivelò che c’erano agenti Mossad fra i manifestanti; il Mossad confermò e Trump dichiarò che gli Stati Uniti erano pronti a intervenire se il governo iraniano avesse represso con violenza le proteste. A gennaio MintPress ipotizzava che il coinvolgimento di Ong finanziate dal Ned potesse essere collegato a una strategia Usa di regime change in Iran. E infatti, il 28 febbraio, ecco l’attacco congiunto Usa-Israele contro l’Iran, con l’obiettivo dichiarato di rovesciare il regime. (1. Continua)

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