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Non solo Hormuz, l’Iran minaccia di bloccare anche lo Stretto di Bab el-Mandab: è l’imbocco per il Mar Rosso

"Se il nemico volesse intraprendere azioni terrestri nelle isole iraniane o in qualsiasi altro luogo del nostro territorio, o infliggere danni all’Iran con movimenti navali nel Golfo Persico e nel Mar d’Oman, apriremo altri fronti a sorpresa, in modo che la loro azione non solo non gli porti alcun beneficio, ma raddoppi anche i costi", dice una fonte all'agenzia Tasnim, vicina ai pasdaran
Non solo Hormuz, l’Iran minaccia di bloccare anche lo Stretto di Bab el-Mandab: è l’imbocco per il Mar Rosso
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Non solo Hormuz. Nel caso di un’azione muscolare americana per forzare il passaggio delle navi dallo Stretto, l’Iran è pronto al rilancio. Secondo una fonte militare di Teheran, citata dall’agenzia di stampa Tasnim notoriamente vicina alle Guardie della Rivoluzione, le Forze Armate degli ayatollah sono pronte a colpire anche in un altro passaggio cruciale per il commercio mondiale: lo Stretto di Bab el-Mandab, l’imbocco meridionale al Mar Rosso, unico passaggio via mare per il Mediterraneo senza circumnavigare l’Africa.

“Se il nemico volesse intraprendere azioni terrestri nelle isole iraniane o in qualsiasi altro luogo del nostro territorio, o infliggere danni all’Iran con movimenti navali nel Golfo Persico e nel Mar d’Oman, apriremo altri fronti a sorpresa, in modo che la loro azione non solo non gli porti alcun beneficio, ma raddoppi anche i costi – afferma la fonte militare iraniana – Lo Stretto di Bab el-Mandab è considerato uno degli stretti strategici del mondo e l’Iran ha sia la volontà che la capacità di creare una minaccia del tutto credibile nei suoi confronti. Pertanto, se gli americani intendono risolvere la questione dello Stretto di Hormuz con misure avventate, farebbero bene a non aggiungere un altro stretto ai loro problemi e alle loro difficoltà”.

Lo sforzo militare da sostenere per Teheran sarebbe ben più importante di quello che gli ha permesso di impedire, di fatto, il passaggio di alcuni mercantili dallo Stretto di Hormuz. Innanzitutto perché i fronti aperti, senza contare i raid su Israele e sui Paesi del Golfo, sarebbero due e non più uno. Per il resto, basta guardare la mappa: a differenza di Hormuz che bagna le coste iraniane, Bab el-Mandab si trova a migliaia di chilometri dai confini della Repubblica islamica. Così, per poter controllare totalmente i flussi commerciali diretti nel Mar Rosso e nel Canale di Suez, Teheran dovrà trovare un modo per rendere la minaccia per i cargo concreta: minando segretamente le acque dello Stretto o dimostrando le proprie capacità di colpire con attacchi aerei o navali in quell’area. Un’impresa non semplice, dato che i suoi missili potrebbero dover sorvolare altri Paesi, tra cui l’Arabia Saudita. Una soluzione potrebbe essere rappresentata dall’alleanza con gli Houthi dello Yemen. Le acque dello Stretto bagnano le coste del Paese e sono quindi a tiro dei missili iraniani in mano ai ribelli, anche se resta difficile capire se le loro capacità offensive siano in grado di garantire lo stop ai passaggi da Bab el-Mandab.

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