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Gomma, materie prime sotto pressione. Rincari e caos nella filiera globale

Il direttore di Assogomma, Fabio Bertolotti: "L’incertezza è il peggior nemico che le imprese devono fronteggiare in questo momento"
Gomma, materie prime sotto pressione. Rincari e caos nella filiera globale
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L’instabilità geopolitica nel Golfo torna a scuotere in profondità la filiera della gomma, con effetti immediati e prospettive ancora più critiche nel breve periodo. A evidenziarlo è l’indagine congiunturale realizzata dal Centro Studi di Assogomma, che fotografa un settore già sotto pressione e destinato ad affrontare ulteriori tensioni nelle prossime settimane.

A sottolinearlo è Fabio Bertolotti (nella foto sotto), direttore di Assogomma, intervenuto a #FORUMAUTOMOTIVE: “I numeri raccolti sono realmente allarmanti. L’incertezza è il peggior nemico che le imprese devono fronteggiare in questo momento”.

I dati restituiscono un quadro chiaro: il 63% delle imprese segnala aumenti di prezzo già in atto a partire dalla fine di febbraio, con rincari prevalentemente compresi tra il +3% e il +10%, ma con punte che arrivano fino al +50% per alcune gomme sintetiche come NBR e polibutadiene. Si tratta di materiali fondamentali per la produzione industriale, il cui aumento si riflette inevitabilmente su tutta la catena del valore.

Ma il dato più rilevante riguarda il futuro immediato. La maggior parte dei fornitori ha già annunciato ulteriori aumenti a partire dal 1° aprile, segnale evidente che la pressione sui costi è destinata a crescere rapidamente. Il mercato, quindi, non ha ancora raggiunto il suo punto di massima tensione.

A rendere il contesto ancora più complesso è la crescente opacità nelle dinamiche di approvvigionamento. Quasi la metà dei fornitori non è in grado di comunicare con chiarezza né i prezzi né i tempi di consegna e, in molti casi, non accetta nuovi ordini. Una situazione che rende estremamente difficile pianificare la produzione e gestire le scorte, aumentando il rischio operativo per le aziende.

Le cause sono molteplici e strettamente interconnesse. Le oscillazioni delle quotazioni petrolifere influenzano direttamente i derivati utilizzati nella produzione della gomma, mentre le criticità logistiche e l’aumento dei costi energetici contribuiscono ad amplificare le difficoltà. A tutto questo si aggiunge la crescente scarsità di materie prime di base, che limita ulteriormente la disponibilità di prodotti sul mercato.

Anche dal punto di vista geografico emergono elementi significativi: una quota rilevante degli aumenti riguarda forniture europee, segno che il continente sta assorbendo in prima battuta l’impatto dei rincari. Questo comporta una trasmissione rapida dei costi lungo le filiere locali, con effetti diretti anche sul mercato finale.

In questo scenario, come detto, le imprese si trovano a operare in un contesto di forte incertezza. La quale rischia di comprimere i margini e mettere sotto pressione la continuità produttiva. Gli aumenti delle materie prime, infatti, si sommano a quelli attesi per energia e trasporti, creando un effetto cumulativo difficile da assorbire.

Il quadro che emerge è quello di un settore chiamato a reagire rapidamente a uno scenario in continua evoluzione. La capacità di adattamento, la gestione del rischio e la flessibilità operativa diventano così fattori chiave per affrontare una fase che si preannuncia ancora complessa e instabile.

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