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Renault Twingo E-Tech Electric, la prova de Il Fatto.it – Lo stile di ieri, la guida di domani – FOTO

La citycar degli anni '90 rinasce pratica e compatta, con powertrain elettrico, autonomia di 263 km e tecnologie avanzate. Ecco com'è e come va su strada
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C’è qualcosa di familiare nella nuova Twingo elettrica, ma allo stesso tempo tutto parla di futuro. La guardi e ti strappa un sorriso, proprio come faceva la prima nel 1992. Solo che oggi siamo alla quarta generazione, e nel frattempo ne sono state vendute oltre 4,15 milioni: un’eredità pesante, che questa versione a elettroni prova a raccogliere senza nostalgia, ma con leggerezza.

Il progetto nasce in Francia, al Technocentre di Guyancourt, mentre la produzione resta in Europa, nello stabilimento sloveno di Novo Mesto. Una scelta coerente con l’idea di un’elettrica accessibile, concreta, pensata per la città ma non solo, che condivide la piattaforma costruttiva (la AmpR Small) con un’altra icona del passato “risorta” a batteria: la Renault 5. Anche il prezzo segue questa filosofia: si parte da 19.500 euro, dunque al di sotto di quella soglia psicologica dei 20 mila che può fare differenza.

A bordo la prima impressione è vivace, quasi giocosa. Il cruscotto è colorato, ricco, pieno di elementi: forse anche un filo troppo “carico” e massiccio per un’auto così compatta, ma nel complesso coerente con il carattere dell’auto. Davanti agli occhi ci sono due schermi OpenR, uno da 7 pollici per la strumentazione e uno centrale da 10 per l’infotainment, sempre presente su tutta la gamma. Dentro, però, la sorpresa è lo spazio. La soluzione dei sedili posteriori scorrevoli, per citarne una, è semplice quanto intelligente: puoi guadagnare centimetri preziosi per le gambe o per il bagagliaio con un gesto rapido.

La gamma è ridotta all’essenziale: una sola motorizzazione elettrica da 80 cavalli e due allestimenti, Evolution e Techno. Già la versione d’ingresso offre una dotazione completa, ma è con la Techno che si entra in un territorio più ricco, tra sistema multimediale evoluto con Google integrato, guida assistita avanzata e funzione One Pedal. In generale, sorprende la presenza di tanti sistemi di assistenza: dal mantenimento di corsia alla frenata automatica d’emergenza, fino all’Adaptive Cruise Control e ai dispositivi pensati per il traffico urbano e i parcheggi, con una dotazione che può arrivare fino a 24 ADAS. Anche i colori (tra cui spiccano Giallo Mango, Rosso Assoluto e Verde Assoluto), fanno la loro parte.

Sotto il pianale c’è una batteria da 27,5 kWh con chimica litio-ferro-fosfato, scelta interessante perché riduce i costi e limita l’uso di materiali critici. Nella guida quotidiana si traduce in un’autonomia fino a 263 chilometri e in tempi di ricarica piuttosto rapidi: in corrente continua si può passare dal 10 all’80% in circa mezz’ora, mentre in AC si arriva al pieno in poco più di due ore e mezza. Il tutto con consumi dichiarati nell’ordine dei 12,2 kWh/100 km, confermati nel corso del nostro test drive.

Nel traffico la Twingo E-Tech Electric è nel suo habitat naturale: silenziosa, compatta, facile da infilare ovunque, anche grazie a un diametro di sterzata inferiore ai 10 metri. Ma è appena fuori dal caos urbano che emerge il suo lato meno scontato. L’assetto è più rigido di quanto ci si aspetterebbe da una citycar: sulle buche si sente, è vero, ma tra le curve restituisce una guida più precisa e piacevole, quasi sorprendente per la categoria.

E poi c’è lei, la funzione One Pedal, uno dei marchi di fabbrica dell’elettrico. All’inizio spiazza: molli l’acceleratore e l’auto rallenta in modo deciso fino quasi a fermarsi. Serve qualche chilometro per prenderci la mano, ma quando succede cambia tutto: nel traffico diventa rilassante, quasi intuitiva. Difficile farne a meno, dopo un po’ .

Il motore da 80 cavalli, nondimeno, non ha pretese sportive. Ma spinge quanto basta, soprattutto ai bassi regimi, dove l’elettrico dà il meglio. La risposta è pronta, adeguata per scatti al semaforo e cambi di ritmo continui. Come detto, l’autonomia arriva fino a 263 chilometri, più che sufficienti per coprire un utilizzo urbano senza ansia da ricarica, anche grazie a una gestione dell’energia piuttosto efficiente. Quella leggerezza che non guasta.

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