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Referendum, Schlein e Conte: “Chiaro messaggio politico. Il Paese chiede un’alternativa”. E aprono alle primarie

Le opposizioni festeggiano e vedono uno spiraglio per le Politiche: "Primavera democratica all’insegna della partecipazione, restare mobilitati". Avs: "Costruiamo proposta coraggiosa"
Referendum, Schlein e Conte: “Chiaro messaggio politico. Il Paese chiede un’alternativa”. E aprono alle primarie
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È il giorno dei sorrisi che vanno oltre la netta vittoria del No. Supportato dall’affluenza che ha gonfiato i numeri, fissando a quasi 14,5 milioni i voti dei contrari alla riforma, quasi 2 milioni di scarto, il centrosinistra festeggia guardando al futuro. Tutto da costruire, sia chiaro. Ma è un punto di partenza, il successo limpido del referendum. I leader di Pd e M5s – così come Avs – lo hanno ben chiaro in mente e ragionano su cosa accadrà da domani, su come capitalizzare il successo e le sue dimensioni inattese. Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni parlano a distanza per poi vedersi in piazza insieme a Cgil e Anpi, ma esprimono gli stessi concetti. Punto primo: il voto è un messaggio politico al governo. Punto due: il campo largo deve iniziare a guardare alle prossime elezioni, parlando di programmi. E c’è un’apertura totale alle primarie per scegliere il leader della coalizione.

La base la butta il presidente del Movimento Cinque Stelle: “Ci apriamo alla prospettiva delle primarie, che siano veramente aperte come occasione per i cittadini di contribuire a una discussione ampia per individuare il candidato o la candidata più competitivo e il migliore interprete del programma”, dice appena si delinea la vittoria. Schlein raccoglie: “Ho sempre detto che in caso di primarie sarei stata disponibile”. Un’apertura, netta. Con un percorso da costruire: “Troveremo insieme le modalità per la costruzione del programma, andando verso di loro. Discuteremo di tutto. Modalità, tempi. Continuiamo a essere testardamente unitari. Batteremo Giorgia Meloni alle prossime elezioni Politiche”, dice la segretaria dem tutto d’un fiato.

È la stessa strada indicata da Conte: “Oggi c’è un fatto nuovo. Questa primavera democratica all’insegna della partecipazione”, aveva iniziato indicando nelle primarie “il metodo migliore” per scegliere il leader della coalizione. “Non le segreterie di partito. Questa affluenza sta a significare che i cittadini vogliono scegliere e partecipare. Prima il programma, poi il percorso e poi individueremo l’interprete”, ha spiegato l’ex presidente del Consiglio definendo “prematura” la sua presenza. “È una decisione che va presa con la mia comunità ma è giusto ci sia un rappresentante della comunità Cinque Stelle sennò che primarie sarebbero?”. E ha fatto i complimenti a Schlein: “Ha fatto un grande lavoro: dopo la stagione di Letta il Pd era un po’ fissato sull’agenda Draghi e questo ha fatto un po’ deragliare il partito”, mentre lei “lo ha compattato e le va dato atto”, definendo poi “giusto” che si candidi alle primarie.

Si vedrà. Intanto è tempo di chiarire che il voto è andato oltre il semplice “no” alla riforma della giustizia. “È stato un No alla riforma, ma penso in parte anche all’arroganza di un governo che voleva cambiare la Costituzione da solo, non accettando che fosse cambiata nemmeno una virgola nel dibattito Parlamento”, ha chiarito Schlein chiedendo ora di “restate mobilitati” per “costruire insieme nei prossimi mesi l’alternativa”. Dalle dimensioni della partecipazione, “inattesa” secondo la leader dem, “arriva un messaggio politico chiaro a Meloni e al governo: ascoltino il Paese e le vere priorità”, attacca ed elenca caro vita e caro energia, le politiche industriali e la salute. “Ma è anche un messaggio per noi – aggiunge – Gli italiani difendono la Costituzione e vogliono una politica che la attui. Il Paese chiede un’alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla”.

Anche perché la “chiara, sonora, vittoria del No” – avvisa Conte – è un “avviso di sfratto al governo”. Entrambi sottolineano come il successo sia arrivato in rimonta e perfino che la giustizia si possa riformare, ma non così. Schlein sottolinea come i giovani abbiano “fatto la differenza”, nonostante il diritto di voto negato ai fuorisede. “Si apre una nuova stagione, una nuova primavera politica dove i cittadini sono protagonisti, vogliono voltare pagina e chiedono nuova politica più attenta alle persone e meno a tutelare i politici dalle inchieste”, rimarca Conte che ha marciato compatto con il suo partito. Qualche distinguo, invece, c’era stato nel Partito Democratico con l’ala riformista che aveva annunciato il proprio voto per il Sì, a iniziare da Pina Picierno. La segretaria glissa: “Voglio ringraziare il Pd che si è mobilitato compatto. I nostri sono stati i più compatti sul No, rispetto ai partiti del centrodestra sul Sì”.

Conte, invece, non chiude a Italia Viva quando si parla di perimetro dell’alleanza: “Verrà definito rispetto ai programmi, alla politica estera, alla giustizia, alle politiche sul lavoro, alla sanità. Ci confrontiamo costantemente con i leader. Questa è una vittoria delle forze progressiste che hanno spinto per il No. Ci confronteremo e vedremo chi genuinamente è disponibile davvero e ha tutte le carte per poter partecipare”. Da domani, dice Nicola Fratoianni, co-portavoce di Alleanza Verdi Sinistra, “cambia la musica” e sposa la necessità di iniziare a guardare alle Politiche: “Mettiamo in campo un’alternativa, prendiamoci un impegno, invece di cambiare la Costituzione impegniamoci per attuarla. Se a partire da domani le opposizioni costruiscono una proposta coraggiosa e la fanno vivere non solo nel Palazzo ma anche nel Paese, penso che questo voto possa rappresentare un passo decisivo”.

Preferirei di NO

A cura di Paolo Frosina
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