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Ultimo aggiornamento: 22:31

Referendum, il fronte (unito) del No festeggia in piazza a Roma: slogan contro Meloni e cori a difesa della Costituzione

Cittadini e leader politici scendono in piazza dopo la vittoria del No: "Avviso di sfratto per chi è oggi a Chigi"
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Tanti giovani, associazioni e comitati del No, passando per la Cgil e i partiti del campo progressista. Tutti insieme si sono ritrovati a Roma per festeggiare la vittoria del “No” al referendum sulla giustizia. Prima nella centrale piazza Barberini, non lontano da Palazzo Chigi, per poi improvvisare un corteo fino a Piazza del Popolo, tra slogan “dimissioni” rivolti verso Giorgia Meloni e il suo governo, e cori a difesa della Costituzione. Una piazza e una vittoria referendaria che per il campo progressista, con Pd-M5s-Avs protagonisti, diventano lo snodo decisivo nella costruzione reale del cantiere della prossima coalizione.

C’è già una maggioranza alternativa a questo governo. La promessa che vi dobbiamo fare è l’unità, grazie a tutti e viva la nostra Costituzione antifascista”, ha rivendicato la segretaria Pd Elly Schlein. Seguita dal leader M5s Giuseppe Conte: “Raccogliamo il vostro appello. I numeri della partecipazione sono incredibili. Dobbiamo scrivere un programma insieme e condividerlo. E dobbiamo ascoltare voi per interrogarci su questo percorso, perché ormai i tempi iniziano a essere definiti. Questo è un avviso di sfratto a chi si trova oggi a Palazzo Chigi”, ha rivendicato il presidente M5s, che poco prima in conferenza aveva aperto sulle primarie

“Al governo c’è chi vuole mettersi a riparo dalle inchieste”, ha poi aggiunto lo stesso Conte, tornando a rivendicare le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. “Ora è importante non disperdere la straordinaria occasione che questo voto ci mette tra le mani”, ha sottolineato pure Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana e deputato Avs, che ha anche invitato gli alleati a “prendere un impegno solenne con il Paese: l’alternativa parta da qui. E impegniamoci quando governeremo a non cambiare la Costituzione, ma ad attuarla”. Ad attaccare Meloni è invece Angelo Bonelli (Verdi/Avs): “Di fronte a un voto così netto, affermare che ‘si andrà avanti con determinazione’ è sbagliato. Serve rispetto per il voto degli italiani. Non si può proseguire con la riforma del premierato che marginalizza il Presidente della Repubblica, né con politiche economiche e sociali che hanno aumentato la povertà, né con un allineamento alle politiche di Trump che stanno portando il mondo verso una pericolosa escalation. Abbiamo la responsabilità di dare una prospettiva a questa grande mobilitazione”.

Promesse di fronte alle quali la piazza risponde con applausi e il coro ‘unità, unità’, prima dell’abbraccio dei leader del campo progressista a favore di telecamere. Per una sera, dopo la prima sconfitta reale del governo Meloni, nessuno sembra volersi tirare più indietro.

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A cura di Paolo Frosina
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