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Cesare Parodi si è dimesso da presidente dell’Associazione nazionale magistrati: la decisione per “motivi personali”

Il passo indietro del procuratore di Alessandria era meditato da tempo e non ha a che fare con l'esito del referendum sulla riforma Nordio
Cesare Parodi si è dimesso da presidente dell’Associazione nazionale magistrati: la decisione per “motivi personali”
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Nel giorno dell’esito del referendum sulla riforma Nordio, Cesare Parodi ha annunciato le sue dimissioni dalla carica di presidente dell’Associazione nazionale magistrati. La notizia è stata anticipata dal quotidiano Il Dubbio. La decisione del procuratore di Alessandria, meditata da tempo, è dovuta a quanto si apprende per “motivi strettamente familiari e personali” e non ha a che fare con l’esito del referendum sulla riforma Nordio.

Nei mesi scorsi il magistrato aveva confidato più volte, in privato, di soffrire il “peso” della carica e la difficoltà di tenere insieme l’impegno per l’Anm con quello da procuratore capo della città piemontese, ruolo in cui è stato nominato a novembre scorso. Le dimissioni saranno formalizzate nella prossima riunione del Comitato direttivo centrale, il “parlamentino” del sindacato delle toghe, già in programma per sabato 28 e domenica 29 marzo.

Parodi, già procuratore aggiunto di Torino, è stato eletto nel febbraio 2025 dal Comitato direttivo in sostituzione di Giuseppe Santalucia. È un esponente storico della corrente “di destra” di Magistratura indipendente (Mi), ma è considerato un “moderato” all’interno del gruppo. Sul suo nome, dopo lunghe trattative, era stato trovato l’accordo per una giunta unitaria (una sorta di “governo di larghe intese”) tra i diversi gruppi dell’Anm, compresi quelli progressisti. La dirigenza di Magistratura indipendente infatti avrebbe voluto alla presidenza il procuratore capo di Messina Antonio D’Amato, mentre le altre correnti proponevano un altro esponente di Mi, il giudice palermitano Giuseppe Tango.

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A cura di Paolo Frosina
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