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Il referendum migliora la Giustizia? Ma se lo Stato colpisce anche gli ‘avvocati dei poveri’

Il nostro governo ben si guarda dal dire di aver subito l’ennesima condanna dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo sul gratuito patrocinio e i ritardi biblici nei pagamenti
Il referendum migliora la Giustizia? Ma se lo Stato colpisce anche gli ‘avvocati dei poveri’
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Come fanno i cittadini a difendere i propri diritti nelle aule giudiziarie se non hanno soldi da spendere? La legge dovrebbe essere uguale per tutti ma cosa accade a chi non è in grado di difendersi? La legge sul gratuito patrocinio prevede che sia lo Stato a pagare per loro, che si tratti di vittime dei reati oppure indagati, accusati di averli commessi. Lo Stato si fa carico – come deve – della tutela della loro difesa.

Tantissimi sono gli avvocati abilitati al patrocinio a spese dello Stato. Il loro ruolo è fondamentale per la tenuta del nostro sistema Giustizia. Sono veri e propri eroi dei nostri tribunali. Lavorano quotidianamente per pochi soldi, perché le tariffe liquidate per la loro attività professionale sono a dir poco esigue. Così basse da ledere la loro dignità professionale ed, in più, vengono liquidate con ritardi biblici e spesso pluriennali.

Nessuno si occupa di loro perché non difendono certo i colletti bianchi, ma solo gli ultimi della scala socio-economica del nostro Paese.

Il nostro governo ben si guarda dal dire di aver subito l’ennesima condanna dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo in tema di Giustizia, ma quella dell’11 dicembre 2025 concerne proprio questo specifico tema. Il gratuito patrocinio non funziona. Congruità delle somme liquidate e tempi di pagamento privano i cittadini bisognosi dell’effettività di una assistenza cui hanno diritto costituzionalmente garantito. “Si tratta di un vulnus – come afferma l’Unione delle Camere Penali – che incide, insieme, sulla dignità della professione forense e sull’uguaglianza dei cittadini nell’accesso alla giustizia”.

Al di là della vergogna che possiamo giustamente provare di fronte alla necessità di dover subire una simil sentenza per affrontare un problema poco consono alla struttura moderna e democratica di uno Stato come il nostro, possiamo dunque ritenerci ora soddisfatti?

Ebbene no! Ci pensa ancora il nostro governo a correre ai ripari con l’approvazione della legge di bilancio 2026. Con l’introduzione di questa meravigliosa norma tutte le somme liquidate agli avvocati in gratuito patrocinio per il loro lavoro di assistenza ai non abbienti nei processi, possono essere girate direttamente all’ufficio Agenzia delle Entrate nel caso in cui essi vi abbiano dei conti in sospeso. Si chiama Compensazione Coattiva. Con buona pace dei bisognosi di giustizia possiamo solo dire loro: “Amen”.

Per fortuna abbiamo questo referendum i cui sostenitori ci assicurano che ci regalerà una Giustizia migliore e più efficiente. Come non è dato sapere.

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A cura di Paolo Frosina
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