Operaio muore cadendo dal tetto di un capannone industriale a Modugno (Bari)
Un’altra morte sul lavoro, questa volta nella zona industriale di Modugno, alle porte di Bari. Un operaio di 30 anni, originario di Andria, ha perso la vita sabato mattina dopo essere precipitato dal tetto di un capannone industriale su cui stava lavorando. Secondo le prime informazioni, l’uomo si trovava sul terrazzo della struttura, probabilmente su una superficie non portante, quando ha perso l’equilibrio ed è caduto nel vuoto da un’altezza di circa sei metri. L’impatto non gli ha lasciato scampo: il decesso sarebbe avvenuto sul colpo.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli ispettori dello Spesal dell’Area Metropolitana della Asl di Bari, incaricati come organo tecnico di supporto all’autorità giudiziaria. Gli accertamenti sono in corso per chiarire con precisione la dinamica dei fatti, verificare le condizioni di sicurezza del cantiere e stabilire eventuali responsabilità. L’attenzione degli investigatori si concentra in particolare sulla natura della superficie su cui il lavoratore stava operando e sul rispetto delle misure di prevenzione previste per lavori in quota. La Procura di Bari aprirà un fascicolo sull’accaduto e nei prossimi giorni disporrà una consulenza medico-legale per determinare con esattezza le cause del decesso.
I sindacati Uil Puglia, Cisl e Filca Cisl Bari e Bat tornano a chiedere maggiore sicurezza sul lavoro: “Non è un incidente, non è un destino, è una tragedia annunciata. La sicurezza sui luoghi di lavoro – dichiara Stefano Frontini, segretario generale Uil Puglia – è un diritto fondamentale, non un’opzione. È tempo di agire, di mettere le persone al centro e di garantire a tutti i lavoratori di operare in un ambiente sicuro. Zero morti sul lavoro non è uno slogan, è un obiettivo raggiungibile. Ma serve la volontà di tutti: istituzioni, imprese, sindacati. È ora di cambiare rotta”. Giuseppe Boccuzzi, segretario generale Cisl Bari Bat, evidenzia che “siamo di fronte all’ennesima morte sul lavoro che non può e non deve essere archiviata come fatalità. Serve un salto di qualità nelle politiche per la sicurezza: più controlli, più formazione, più prevenzione e una responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese e lavoratori. Non possiamo continuare a contare vittime”. Luigi Sideri, segretario Filca Cisl Bari Bat, ricorda che “nel settore dell’edilizia il rischio è purtroppo ancora altissimo e questa tragedia lo dimostra. Lavorare in quota richiede il massimo rispetto delle procedure di sicurezza, l’utilizzo di dispositivi adeguati e una costante vigilanza sui cantieri. Continueremo a batterci affinché ogni lavoratore possa tornare a casa sano e salvo”.
Solo pochi giorni fa, il 17 marzo, un altro incidente mortale si era verificato in provincia di Bari, a Ruvo di Puglia. Un uomo di 72 anni era morto intorno alle 5 del mattino all’interno della sua ditta, in via De Curtis, a causa di un trauma da schiacciamento. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo sarebbe stato investito da un muletto durante una manovra effettuata da un operaio, poi iscritto nel registro degli indagati. Inutili i soccorsi del 118, mentre i carabinieri hanno avviato le indagini e posto sotto sequestro il mezzo coinvolto. Sull’episodio la Procura di Trani ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, con l’obiettivo di chiarire responsabilità e dinamica dell’accaduto.