“Sarah Ferguson riveli i suoi rapporti con Epstein”: le pressioni dagli Usa sulla sua testimonianza
Da Washington, la commissione del Congresso che indaga su Jeffrey Epstein vorrebbe che lei rispondesse sui legami che la legavano al finanziere pedofilo. Un uomo che lei definiva “il fratello che ho sempre desiderato”, col quale si era complimentata per un presunto figlio in arrivo e a cui scriveva, con risentimento, di essere dispiaciuta del suo allontanamento, consapevole che l’avesse “usata” solo per arrivare al principe Andrea. Ma da quando sono usciti a fine gennaio gli Epstein Files, Sarah Ferguson non è più apparsa in pubblico. La Bbc però riporta che anche nel Regno Unito crescono le pressioni affinché testimoni. Il deputato Suhas Subramanyam, membro della Commissione della Camera che indaga, ha affermato di credere ora che la donna possieda “informazioni relative all’indagine”. Per cui “Sarah Ferguson dovrebbe rendere testimonianza sotto giuramento davanti alla nostra commissione”, ha affermato.
Negli Stati Uniti non esiste alcun meccanismo legale che obblighi Ferguson a testimoniare, ma Subramanyam ha dichiarato all’emittente britannica che i parlamentari sarebbero “felici di trovare un accordo che le vada bene”, purché presti giuramento. I rappresentanti di Ferguson si sono rifiutati di commentare.
La stessa richiesta è stata presentata dalla deputata democratica Melanie Stansbury. “Se Ferguson o un qualsiasi membro della sua famiglia possiede informazioni” sugli illeciti commessi da Epstein e dai suoi collaboratori, “la nostra responsabilità è quella di analizzare i fatti ovunque”, ha dichiarato alla Bbc. Anche la famiglia di Virginia Giuffre, una delle principali accusatrici di Epstein, ha affermato di “credere fermamente” che l’ex duchessa di York debba recarsi negli Stati Uniti per rispondere alle domande. “Se Ferguson sa qualcosa, dovrebbe testimoniare immediatamente negli Stati Uniti”, ha dichiarato alla Bbc Sky Roberts, rappresentante del fratello di Giuffre.
Nei file resi noti dal Dipartimento di Giustizia Usa, Ferguson descrive nel 2009 Epstein come “il fratello che ho sempre desiderato”. Emerge anche che la donna abbia contattato Epstein mentre era in prigione per aver sollecitato la prostituzione di una minorenne e che abbia portato le figlie a pranzo con lui a Miami, pochi giorni dopo la sua scarcerazione. Gloria Allred, avvocata che rappresenta alcune delle vittime di Epstein, ha affermato che le nuove rivelazioni chiariscono che Ferguson “non è una vittima in questa storia”. “Sebbene molte delle persone citate nei fascicoli di Epstein possano affermare di non essere state a conoscenza dei crimini del pedofilo contro i minori quando lo frequentavano, questa non è una difesa che Sarah Ferguson può invocare”, ha dichiarato. Ed è “ormai giunto il momento” che Ferguson si offra volontariamente di testimoniare sotto giuramento davanti al Congresso e risponda alle domande della polizia britannica.
Anche Andrew Lownie, autore della biografia intitolata ‘L’ascesa e la caduta della Casa di York‘, ha sostenuto che Ferguson dovrebbe testimoniare negli Stati Uniti, definendola una “testimone di rilievo”. “Lei andava a trovarlo regolarmente a casa sua”, ha detto Lownie alla Bbc. “Avrà visto tanto quanto Andrew. È inconcepibile che non l’abbia visto. Era molto amica di Epstein”, ha aggiunto. Intanto, secondo indiscrezioni, emittenti statunitensi avrebbero offerto compensi a sei cifre per un’intervista esclusiva, mentre resta incerta la disponibilità dell’ex Duchessa a esporsi pubblicamente.