Caso Delmastro, a Torino il corteo per le vittime di mafia. Colosimo non va: “Malanno di stagione”
Nel bel mezzo delle polemiche sul caso Delmastro e a poche ore dal referendum sulla separazione delle carriere, la presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo ha fatto sapere di non poter partecipare al corteo di Libera per le vittime di mafia a Torino. “Quest’anno”, ha scritto su X, “per un imprevisto malanno di stagione non riuscirò a partecipare, ma con il cuore sono vicina a Don Luigi e a tutti i familiari delle vittime di mafia”. Tra le sue ultime apparizioni pubbliche c’è stato l’intervento del 19 marzo all’evento “Roma per il Sì”, di cui è stata promotrice.
Oggi, l’annuncio dell’assenza a Torino, proprio mentre le opposizioni chiedono al governo e agli esponenti di maggioranza di prendere posizione sul caso Delmastro. Come rivelato da il Fatto quotidiano, il sottosegretario Fdi della Giustizia è stato in società fino al 27 febbraio scorso con la diciottenne Miriam Carroccia, figlia di Mauro, prestanome del clan di camorra dei Senese. Entrambi sono indagati dalla procura di Roma per intestazione fittizzia di beni e riciclaggio. Meloni continua a non chiedere le dimissioni del sottosegretario, seppur su La7 abbia detto che è stato “leggero”. Intanto nelle scorse ore, il Fatto Quotidiano ha pubblicato in esclusiva una foto che mostra una cena nel ristorante del 3 giugno scorso, con alcuni dirigenti apicali del Dap e del ministero della Giustizia, tra cui la capa di gabinetto di Nordio Giusi Bartolozzi.
Su tutto questo, Colosimo non ha commentato. Ma su X ha voluto ribadire la sua vicinanza ai partecipanti del corteo di Torino: “Ogni vittima”, si legge nel post dell’esponente Fdi, “ci ricorda che la criminalità organizzata colpisce il cuore della nostra democrazia e ricordarli non è un semplice esercizio di retorica, ma un dovere civile che deve guidare ogni nostro passo nelle Istituzioni”.
A chiedere una condanna dell’esecutivo, direttamente dalla manifestazione, sono stati gli esponenti di Avs: “Siamo qui per ribadire con decisione: i voti alle mafie non si chiedono e non si restituiscono”, hanno dichiarato il deputato Marco Grimaldi e la consigliere regionale Alice Ravinale. “I soldi dalla mafia non si prendono e non si restituiscono. Con la mafia non si fa politica e non si fanno affari. Abbiamo sentito le testimonianze di famigliari di imprenditori davvero ‘perbene’, che hanno pagato con la vita il fatto di non avere accettato business in odore di mafia. Vi pare scontato? A quanto pare questa idea non è condivisa da tutti, viste le irrecevibili difese di Delmastro“, hanno chiuso, “che stanno arrivando da Meloni e da Cirio”, presidente della Regione Piemonte.