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L’intervista di Matteo Renzi a El Pais meritava più attenzione. Eccola

NON C’È DI CHE - Un campionario di bubbole che lasciava sbigottito anche chi abbia ormai imparato a conoscere il Bomba come l’imbonitore da fiera che è
L’intervista di Matteo Renzi a El Pais meritava più attenzione. Eccola
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La settimana scorsa, l’intervista di El Pais a Matteo Renzi è passata subito in cavalleria, ma meritava senz’altro maggior attenzione: era un campionario di bubbole che lasciava sbigottito anche chi abbia ormai imparato a conoscere il Bomba come l’imbonitore da fiera che è. Per capire con che animo sereno sto vergando questa noterella, basti dire che, se qualcuno conversasse con me usando i sofismi e la sicumera di Renzi, lo prenderei a ceffoni seduta stante, così imparerebbe cosa può succedere a prendere per il culo la gente: una lezione che i suoi genitori, evidentemente, non gli hanno impartito, né i suoi amici, nell’infanzia, quando tanta parte della personalità di un individuo si forgia. Non mi resta, ahimè!, che glossarne le stronzate.

1) Renzi dice che non stima Donald Trump e lo considera incoerente; allo stesso tempo sostiene l’attacco militare statunitense e l’uso delle basi europee. Ma se il leader è inaffidabile, non si capisce perché le sue scelte strategiche dovrebbero essere condivise.

2) Renzi dice che il diritto internazionale “si applica sempre o non si applica mai”, ma contemporaneamente giustifica l’attacco all’Iran che, secondo i principi Onu, sarebbe legittimo solo in caso di autodifesa immediata o con mandato del Consiglio di sicurezza. L’attacco all’Iran viola proprio il diritto internazionale che Renzi invoca.

3) Renzi dice che tra Khamenei e gli Stati Uniti sta sempre dalla parte degli Stati Uniti. Ma questo è un falso dilemma: è possibile criticare entrambi quando violano norme e principi.

4) Renzi dice che i diritti delle donne iraniane giustificano l’intervento, ma nello stesso tempo difende l’Arabia Saudita di bin Salman, nonostante le persistenti violazioni dei diritti civili. Il criterio dei diritti umani è quindi applicato in modo selettivo. I diritti delle donne non vanno strumentalizzati: usarli per giustificare bombardamenti che uccidono donne e bambini è una logica aberrante, non a caso criticata da femministe e Ong. “Perché l’attacco all’Iran?” “Per liberare le donne iraniane”. “E le bombe?” “Per liberare anche i bambini”.

5) Renzi dice che un intervento militare può favorire la libertà e la pace, ma le esperienze di Iraq e Afghanistan mostrano il contrario: guerre lunghe, instabilità e rafforzamento degli estremismi. Non spiega perché, nel caso iraniano, il risultato dovrebbe essere diverso.

6) Renzi definisce Pedro Sánchez un populista, ma la scelta di non concedere basi per un attacco illegale è prudenza diplomatica e difesa del diritto internazionale. Anche per questo l’equiparazione con la Meloni è una corbelleria.

7) Renzi dice che il diritto internazionale deve valere per casi come quello di Nicolás Maduro, ma non applica lo stesso criterio a Trump: altra incoerenza.

8) Renzi dice che l’Iran è la “madre del terrorismo”, ma questa è una semplificazione che ignora la complessità del fenomeno. Gruppi jihadisti come Al-Qaeda o ISIS sono nati in ambienti sunniti ostili all’Iran.

9) Renzi dice che le monarchie del Golfo stanno portando avanti riforme, ma trascura la repressione del dissenso, l’assenza di elezioni libere e il controllo dell’informazione. La distinzione tra “Iran cattivo” e “Golfo riformista” è una tipica semplificazione renziana pro domo sua.

10) Renzi dice che non bisogna intervenire sempre, ma poi sostiene l’attacco all’Iran e l’uso delle basi europee. Questo discorso ambiguo non definisce i criteri che distinguono un intervento giusto da uno sbagliato.

11) Renzi dice che la guerra in Iraq fu un errore e quella in Libia ancora di più, ma non spiega perché questa volta l’esito dovrebbe essere diverso dai precedenti fallimentari.

12) Renzi dice che per Gaza servono aiuti, nuova leadership palestinese, disarmo di Hamas e ritiro israeliano, ma dimentica la colonizzazione israeliana e l’assenza di negoziati credibili. Senza affrontare questi problemi, anche la caduta del regime iraniano non garantirebbe la pace che Renzi sbandiera per giustificare i bombardamenti illegali sull’Iran.

Mi chiedo dunque perché in tv chiamano sempre il Bomba e non me.

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