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Al referendum voto No perché mi hanno convinto Giorgia Meloni & co

La premier, Nordio, Matone, Bongiorno, Bartolozzi: un fantastico comitato del No
Al referendum voto No perché mi hanno convinto Giorgia Meloni & co
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Al referendum voto No perché mi ha convinto Giorgia Meloni quando mi ha spiegato che, se vince il No e non passa la riforma-Nordio, stupratori e pedofili finiranno in libertà. Sulle prime ho detto: “Cacchio, allora bisogna che voti Sì!”. Poi mi sono ricordata che è stato il ministro Nordio ad aver rimesso in libertà uno stupratore di bambine, facendo tornare a casa con un volo di stato il torture libico Almasri sul quale pendeva un mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità e di guerra tra i quali omicidio, tortura, stupro e violenza sessuale anche su minori: la Corte ritiene che Almasri abbia commesso personalmente questi reati in Libia o che abbia ordinato a membri delle Forze speciali al suo comando di commetterli dal 2015 in poi.

Senza contare che il governo guidato da Giorgia Meloni resta saldamente alleato di un paese che non persegue i coloni e i soldati accsati di stupri suoi minori, denuncia l’Onu, e senza contare che il nostro miglior alleato Donald Trump veniva definito “il mio migliore amico” dal pedofilo e stupratore seriale Epstein intimamente legato al già premier e capo dei servizi segreti di quel paese che non processa gli stupratori e che anzi, perfino di fronte al video che riprende lo stupro di un detenuto in carcere da parte delle guardie, invece che condannare le guardie archivia i cinque responsabili e arresta la procuratrice generale dell’esercito che ha diffuso il video.

Certo, quando poi Meloni ha detto che se vince il Sì i bambini non verranno più separati a forza dai loro genitori ho detto ok, allora forse voto Sì, che questa cosa dei bambini separati a forza dai loro genitori anche quando i genitori sono amorevoli e accudenti non piace per niente, ma poi mi sono ricordata che è il governo a separare le famiglie dei richiedenti asilo, madri e figli da una parte, padri in Albania, ed è il nostro più grande alleato che manda i poliziotti ad arrestare i bambini in braccio ai loro genitori per poi separarli o che manda i poliziotti a sparare in faccia alle madri innocenti e disarmate come nel caso di Renee Good, impedendo loro di tornare a casa dai figli, o che bombarda una scuola elementare uccidendo sul colpo 165 bambine separandole per sempre dai genitori, per non parlare del nostro alleato che ha provocato più orfani di qualunque cataclisma: circa 50mila solo in quella località chiamata G@z@ per aggirare la censura dei social pagati dal governo dell’alleato in questione, senza che Meloni stracci gli accordi di collaborazione, invochi sanzioni, blocchi l’export di armi verso quel paese che separa per sempre così tanti bambini dai loro genitori. Mi è sembrata un po’ in malafede, ecco.

Mi sono detta, ok, che c’entra, si vota nel merito: se una riforma serve ad accorciare i tempi dei processi che in Italia sono biblici allora vale la pena votare Sì! Ma poi la responsabile giustizia della Lega e presidente della commissione giustizia del Senato – una che ne sa più di me, mi sono detta – Giulia Bongiorno è sbottata: «Ma chi è che ha detto che questa riforma incide sui tempi della giustizia?! Ma quando mai!».

Allora ho detto scusate eh, ma allora, di preciso, a cos’è che serve questa riforma? E il ministro della Giustizia mi ha chiarito che serve a mettere la magistratura sotto il controllo di qualcuno perché attualmente la magistratura, proprio come prevede la Costituzione che si vuole cambiare, non è sotto il controllo di nessuno: è indipendente. Ho detto ma no, dai, ma non ci credo che sia questo il vero scopo della riforma! Mi sembrerebbe clamoroso! Un golpe! La fine della separazione dei poteri! Sentiamo cosa ne pensa la senatrice ex magistrato leghista Simonetta Matone, che infatti ha rimproverato Nordio dicendo che quella cosa lì che ha detto Nordio la pensano tutti, ha detto Matone, tutti loro che vogliono la riforma, ma – furbi – non la dicono: mentre Nordio, ha detto Matone, “confonde quello che si può dire un salotto tra amici con quello che si può dire in pubblico”, ha detto Matone in pubblico, e allora ho detto io “Ma che davero?”. E la capa di gabinetto del ministro Nordio ha detto che sì, davvero lo scopo è quello: “Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura”, ha detto in tv, convincete le persone con qualunque mezzo, pure con il classico voto di scambio, ha detto a un evento pubblico il deputato di Fratelli d’Italia, Aldo Mattia: «Il solito sistema clientelare, tu mi fai questo favpre perché io ti ho fatto questo favore», confondendo pure lui quelle cose che chi le pensa in privato non le dice in pubblico perché il voto di scambio è un reato, fino a quando c’è una magistratura a perseguire i reati.

E allora ho detto: sai che c’è? Mi avete convinto! Grazie Meloni, Nordio, Matone, Bongiorno, Bartolozzi, Mattia, grazie gentili esponenti del governo e della maggioranza per essere riusciti a rendere chiara una materia altrimenti così tecnica e poco comprensibile per il comune cittadino. Mi avete convinto con poche e semplici parole, che altrimenti mi toccava leggere Marco Lillo che mi faceva una testa tanta partendo dal delitto Matteotti che Mussolini confessò restando impunito e gurada caso a volere la riforma sono quelli con il busto del Duce. O Marco Travaglio che ti illustra per filo e per segno come i padri nobili di questa riforma siano Licio Gelli e il pidduista Silvio Berlusconi. Dico, ma c’è bisogno di scendere così nello specifico? Nordio è stato così chiaro! E Bongiorno e Matone: un fantastico comitato del No.

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A cura di Paolo Frosina
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