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Lo strano caso di Figline: il candidato sindaco è l’ex vice del Csm Ermini e qui conclude la campagna per il Sì Palamara

Il paesone in provincia di Firenze si trasforma in imprevedibile crocevia sulla strada del referendum. Il dirigente Pd correrà alla guida del Comune senza l'appoggio dell'ex amico Renzi che - in un accesso d'ira al momento della rottura - denunciò che l'elezione dell'allora sodale all'organo di autogoverno della magistratura fu possibile proprio grazie al "metodo Palamara"
Lo strano caso di Figline: il candidato sindaco è l’ex vice del Csm Ermini e qui conclude la campagna per il Sì Palamara
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Figline e Incisa Valdarno è un paesone, in provincia di Firenze, di oltre 23mila abitanti, dove Luca Palamara, ex componente del Csm e ex presidente dell’associazione nazionale magistrati, ha scelto di concludere la campagna referendaria a sostegno del Si alla riforma Meloni-Nordio. Conclusione introdotta dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia Francesco Torselli e dal consigliere regionale FdI Matteo Zoppini. Luogo dell’incontro, in programma venerdì 20 marzo, alle 21,30, il Palazzo Pretorio, sede del Comune. Scelta significativa e forse anche provocatoria. Sì, perché lì al Palazzo Pretorio, nella poltrona di sindaco, ambisce andarci l’ex vice presidente del Csm David Ermini, candidato a sindaco del centrosinistra per le elezioni comunali del prossimo maggio. Contro il quale però si è scagliata negli ultimi giorni Italia Viva di Matteo Renzi che proprio a Figline, nel 1995, ha fatto il suo debutto in politica in un incontro pubblico con il giurista Valerio Onida, organizzato dai comitati Prodi.

Da allora, da quel lontano 1995, tra Renzi e Ermini è nata una forte amicizia, culminata nella nomina alla guida del Csm, scelta di cui l’ex premier però si è pentito. Renzi ha infatti più volte dichiarato che la promozione di Ermini ai vertici (e in particolare all’organo di autogoverno della magistratura) è stata “un errore politico clamoroso e le persone mediocri non dovrebbero essere mai premiate”. E dopo l’uscita del Mostro, firmato dal leader di Iv, in cui Ermini viene fatto oggetto di pesanti accuse, il numero due del Csm minaccia di querelare Renzi. Che risponde: “Leggo che il vicepresidente del Csm intende denunciarmi per ciò che ho scritto ne Il Mostro. Non vedo l’ora di ricevere l’atto di citazione. Potrò dunque raccontare – libero da ogni forma di prudenza istituzionale – tutto ciò che in questi lunghi anni l’avvocato David Ermini ha detto, scritto e fatto. Egli è diventato vicepresidente del Csm grazie al metodo Palamara e io sono uno di quelli che possono testimoniarlo”.

Nel frattempo di acqua ne è passata molta sotto i ponti dell’Arno e il dissidio tra Renzi e Ermini sembrava sopito. A tal punto che l’ex vicepresidente del Csm, candidato dal Pd a sindaco di Figline e Incisa Valdarno, ha cercato di coinvolgere nella sua coalizione Casa Riformista che fa riferimento a Renzi. Ma la risposta è stata negativa, i renziani di Figline e Incisa Valdarno preferiscono allearsi con i socialisti anziché sostenere la candidatura di Ermini con Pd e M5S. E mentre i due ex amici continuano a guerreggiare tra loro, a Figline arriva Palamara a riaprire antiche ferite e dissapori. Un arrivo targato Fratelli d’Italia con l’evidente scopo di mettere i bastoni tra le ruote alla corsa di Ermini a sindaco. Ma tra gli ex Dc e cattolici figlinesi il cuore batte per l’ex vicepresidente del Csm, non certo per Renzi. Intanto Ermini tace, ai giornalisti consegna solo un audio di una manciata di secondi in cui il presidente Sergio Mattarella, salutandolo al momento del suo congedo dal Csm, lo ha elogiato per l’ “alto senso delle istituzioni anche nei momenti più difficili”.

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