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Un 19enne messicano muore in un carcere per immigrati gestito dall’Ice: è il 46esimo caso dell’era Trump

A comunicarlo è stata l'Ice (U.S. Immigration and Customs Enforcement), secondo cui il decesso di Royer Perez-Jimenez sarebbe avvenuto per "presunto suicidio". Il caso del giovane messicano è il 13esimo dall'inizio dell'anno
Un 19enne messicano muore in un carcere per immigrati gestito dall’Ice: è il 46esimo caso dell’era Trump
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Un 19enne messicano è morto in un carcere di contea in Florida utilizzato per la detenzione di immigrati. A comunicarlo è stata l’Ice (U.S. Immigration and Customs Enforcement), secondo cui il decesso di Royer Perez-Jimenez sarebbe avvenuto per “presunto suicidio“. La causa ufficiale è ancora oggetto d’indagine, ma quello che è certo è che il 19enne è il 46esimo morto tra i detenuti in custodia dell’Ice dal ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, nel gennaio 2025. Il conteggio è stato effettuato dall’Associated Press: il giovane messicano è anche la vittima più giovane delle 46. Solo dall’inizio del 2026 sono 13 gli immigrati morti mentre erano in custodia dell’Ice,

Questo è il secondo caso in una settimana, dopo la morte di un immigrato afghano in un centro di detenzione di Dallas: l’Ice aveva dichiarato che l’uomo era in custodia da solo un giorno e che le cause del decesso sarebbero da ricondurre a un malore legato a problemi pregressi dell’uomo. L’immigrato afghano detenuto aveva anche servito nell’esercito insieme alle Forze speciali americane, nell’Est dell’Afghanistan, al confine col Pakistan. Morti che continuano a confermare la terribile gestione dei centri di reclusione dell’Ice: il 3 gennaio scorso un 55enne cubano era morto, apparentemente a causa di un malore, nel centro di Camp East Montana, in Texas. Un dipendente dell’Ufficio medico legale di El Paso aveva consegnato un audio alla figlia della vittima in cui riconduceva la causa del decesso a una “asfissia dovuta alla compressione di collo e torace“.

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