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Ferrari prudente sul Medio Oriente, consegne rallentate ma non ferme

A Maranello monitorano il conflitto in Iran e adattano la logistica, mentre il settore del lusso risente delle tensioni tra caro energia e rotte commerciali interrotte
Ferrari prudente sul Medio Oriente, consegne rallentate ma non ferme
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La guerra in Iran colpisce pure Ferrari: il Cavallino, infatti, ha temporaneamente interrotto le consegne nell’area mediorientale coinvolta dal conflitto. “Stiamo monitorando da vicino gli sviluppi in Medio Oriente e le potenziali implicazioni per il nostro business“, dicono da Maranello. Non si tratta di uno stop totale, comunque, quanto di un marcato rallentamento: “A questo stadio, abbiamo temporaneamente sospeso le consegne nell’area, gestendo al contempo alcune consegne tramite aereo”, dice un portavoce dell’azienda.

Giova ricordare che il Medio Oriente è un mercato strategico per la Rossa (e per i costruttori di auto di lusso in generale). Nel 2025 Ferrari ha consegnato circa 600 unità nella regione in questione, pari al 4,6% delle consegne. La frenata sulle consegne ha comportato una cessione del titolo, che ha perso terreno a Piazza Affari subito dopo l’annuncio, in una giornata caratterizzata dalle Borse europee in negativo in scia a quelle asiatiche a causa dell’impennata dei prezzi dell’energia e del blocco delle rotte commerciali.

Anche Volkswagen e Maserati hanno congelato l’invio di veicoli in Medio Oriente, mentre Bentley afferma che la domanda sia calata con l’inizio delle ostilità. “Al momento non abbiamo ripercussioni sul fronte della produzione; ma di sicuro, in Medio Oriente le persone hanno ben altro a cui pensare che cercare una nuova Bentley in questo momento”, fanno sapere dalla casa inglese. Del resto, l’indice S&P global luxury, cartina al tornasole del mercato del lusso, “parla chiaro”: ha accusato un crollo del 13% dal 28 febbraio a oggi.

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