I funerali di Bossi saranno a Pontida. La Lega annulla tutti gli eventi di chiusura della campagna del referendum
L’ultimo saluto sarà a Pontida, a pochi passi dal pratone simbolo della Lega. I funerali di Umberto Bossi, il fondatore del Carroccio morto a 84 anni all’ospedale di Varese, si terranno domenica alle 14 all’abbazia di San Giacomo Maggiore, praticamente confinante con lo spazio simbolo dei leghisti. La decisione della famiglia è scaturita “volendo condividere l’ultimo passaggio con il popolo della Padania e la grande famiglia della Lega”, hanno spiegato gli stessi parenti chiedendo invece riservatezza in questi giorni.
Mentre a Gemonio, dove il Senatur si era ritirato negli ultimi anni, sfilano i simpatizzanti della Lega ed è arrivato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. In tutte le aree simbolo del Carroccio nella Lombardia, non sono mancati gli omaggi all’uomo che inventò l’idea della secessione. “Grazie Capo, Padania libera”, hanno scritto i Giovani Padani su uno striscione lungo quasi 5 metri comparso sul cavalcavia di viale Europa a Varese, ben visibile a chi esce dall’autostrada Milano-Varese dirigendosi verso il centro città.
Giovedì sera la storica sede varesina della Lega in piazza Podestà è stata aperta in via straordinaria e dirigenti e militanti hanno esposto a loro volta uno striscione: “Siamo tutti figli tuoi”. La Lega ha annullato tutti gli eventi in programma, molti dei quali collegati alla chiusura della campagna referendaria. E l’intero centrodestra ha annullato la maratona oratoria in piazza San Carlo a Milano in programma venerdì sera.
L’eredità di Bossi sono “coraggio e libertà”, ha detto il segretario leghista Matteo Salvini a Radio Libertà. “Coraggio, perché la Lega è quella delle scelte coraggiose, ha affrontato processi e problemi” e libertà “perché per fortuna la Lega non dipende da nessuno. Non ha potentati o lobby a cui rispondere. I nostri azionisti sono gli elettori”.
Tra i tanti interventi per ricordarlo tra gli esponenti del centrodestra – da Antonio Tajani a Gianfranco Fini – c’è quello del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, che lo ha definito una “persona comune” nonché “popolare e del popolo”. Cosa rimane nella Lega di oggi della lezione di Bossi? “Se andiamo a rivedere alcuni suoi comizi negli Anni novanta, alcuni” contenuti sono “sorprendenti”, ha rimarcato ricordando gli allarmi per “un’Europa tecnocratica” e del “problema della Cina”.
Fontana ha quindi ringraziato “tutte le comunità politiche che si sono strette attorno alla Lega e alla famiglia di Bossi” ricordando, ad esempio, “le parole taccanti di Bersani”. L’ex segretario del Partito Democratico, in un post su X, ha infatti definito “l’avversario più dignitoso che ho avuto in vita mia, e alla fine quello a cui ho voluto più bene”.