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“Mai visto un focolaio così esplosivo. I No Vax hanno stufato”. Matteo Bassetti lancia l’allarme per i casi di meningite da meningococco nel Kent

L'allarme di Matteo Bassetti sul focolaio di meningite da meningococco nel Kent. Due ragazzi morti, altri venti colpiti e 30mila persone in profilassi
“Mai visto un focolaio così esplosivo. I No Vax hanno stufato”. Matteo Bassetti lancia l’allarme per i casi di meningite da meningococco nel Kent
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«Mai vista una cosa del genere prima di oggi. Mai visto un focolaio così esplosivo per la rapidità di diffusione». A lanciare l’allarme direttamente da Bruxelles è Matteo Bassetti, docente di Malattie Infettive presso la Clinica di Malattie Infettive e Tropicali dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova. Un allarme lanciato via Facebook per il focolaio di meningite da meningococco (MenB) che ha colpito il Kent, nel Regno Unito, comprovato dai numeri. Due ragazzi morti, un’altra ventina colpita, tenuta sotto stretta osservazione. Uno di questi in Francia. E circa 30mila persone sottoposta a profilassi. Insomma, non c’è nulla da scherzare. Si parla, secondo l’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA), di “una malattia grave ma rara causata dal batterio meningococco”. Poi ancora: “L’esordio può essere improvviso, motivo per cui è fondamentale conoscere i segni e i sintomi e agire tempestivamente”, spiega l’UKHSA che non nasconde che se non diagnosticata e curata rapidamente può portare anche alla morte.

Il professor Bassetti con un video di nemmeno un minuto ha cercato di spiegare che «abbiamo due strumenti per fermare questo contagio che colpisce soprattutto i giovani: da una parta la profilassi antibiotica dei contagi diretti. Dall’altra parte la vaccinazione. Vedere questi ragazzi in fila che chiedono di essere vaccinati è un bel messaggio per il futuro. Grazie alla scienza anche questo focolaio sarà limitato. Quindi basta parlare male dei vaccini, basta con i No Vax, hanno stufato!». Poi insiste: «Bisogna fare di più dal punto di vista della prevenzione, anche in Italia. La meningite B è un’infezione batterica grave e fulminante causata da Neisseria meningitidis sierogruppo B, che colpisce le membrane del cervello (meningi) e il sangue (sepsi). Particolarmente pericolosa per neonati e adolescenti, può causare danni permanenti o il decesso in poche ore».

Al momento sono coinvolte cinque scuole e due università tra casi sospetti e confermati. In un nota Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva Università degli Studi di Milano La Statale ha però cercato di non creare agitazione spiegando che «quello che osserviamo in questi casi nel Regno Unito non è tanto un’’epidemià nel senso classico, ma piuttosto un cluster di casi che può verificarsi in contesti comunitari chiusi o semi-chiusi, come università, dormitori o luoghi di aggregazione giovanile, dove la trasmissione del batterio è facilitata dal contatto stretto. È importante ricordare che il meningococco si trasmette per via respiratoria, ma non è altamente contagioso come virus respiratori quali influenza o Covid-19. Tuttavia, la sua pericolosità risiede nella rapidità di progressione della malattia». Ma su una cosa concorda pienamente con Bassetti: «La vera arma di prevenzione resta la vaccinazione, oggi disponibile per diversi sierogruppi (A, B, C, W, Y), che ha già dimostrato di ridurre significativamente i casi nei Paesi dove è stata ampiamente utilizzata». Poi avverte: «E’ fondamentale aumentare la consapevolezza sui sintomi precoci – febbre alta, rigidità nucale, alterazioni dello stato di coscienza, petecchie – perché una diagnosi tempestiva può fare la differenza tra la vita e la morte». Che rischi corre l’Europa? Per il momento «molto basso, data la bassissima probabilità di esposizione e infezione», almeno secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) in una nota. Una certa positività confermata dai numeri in possesso. Secondo gli ultimi dati dell’Ecdc, nell’Unione Europea e nello Spazio Economico Europeo, nel 2024 si sono verificati 2.263 casi di malattia meningococcica invasiva, di cui 202 fatali. Il sierogruppo B ha rappresentato il 55% dei casi.

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