“Senza contraddittorio, non autorizzatela”: il direttore dell’Ufficio scolastico vuole vietare l’assemblea sindacale sul referendum
Nelle scuole della Toscana le assemblee sindacali che non garantiscono il contraddittorio sono vietate. L’ordine – rivolto ai presidi – è arrivato dal direttore generale dell’ufficio scolastico regionale, Luciano Tagliaferri. Il numero uno dell’Usr non lo scrive con chiarezza ma il riferimento è chiaramente alle riunioni organizzate dalla Flc Cgil giovedì 19 marzo con all’ordine del giorno (tra gli altri punti) “Referendum sull’ordinamento giudiziario: le ragioni del No e la libertà d’insegnamento”.
Una disposizione, quella di Tagliaferri, che ha subito trovato la netta opposizione del segretario generale del sindacato scuola di Landini, Pasquale Cuomo: “Abbiamo già inviato al nostro ufficio legale la nota odierna del direttore generale per le valutazioni di merito. Si chiede pertanto ai dirigenti scolastici di non ostacolare il regolare svolgimento dell’assemblea sindacale di giovedì. Se invece qualche preside raccoglierà ‘l’invito’ del direttore generale dell’Usr Toscana, saremo costretti a denunciarlo in sede legale per comportamento antisindacale”.
Il duro scontro duro che mette in gioco i rapporti tra la Flc Cgil e l’Usr. Tagliaferri nella sua circolare (dieci righe compresi i saluti) inviata martedì mattina alle 10,35 è perentorio: “Nel richiamare l’attenzione su quanto già comunicato con la nota del 25 febbraio 2026 concernente assemblee sindacali e trasparenza delle informazioni, al fine di garantire la necessaria oggettività e trasparenza delle informazioni, nel pieno rispetto del contradditorio, riferisco che si ricevono segnalazioni in merito alla convocazione di assemblee sindacali, anche per la giornata di domani, con all’ordine del giorno temi non previsti dall’articolo 23 del Ccnl ‘Istruzione e ricerca’ 2016-2018”. Segue l’“invito” a “non autorizzare tali iniziative che potranno svolgersi in altre sedi e fuori l’orario scolastico”.
Il direttore fa riferimento alla sua precedente circolare sul referendum ove sottolineava “che in nessun caso doveva essere dato spazio ad associazioni, enti o persone per sostenere cause di parte” ribadendo “la necessità di attenersi al principio di neutralità e limitarsi agli atti strettamente funzionali all’organizzazione del servizio”. Il riferimento al Contratto nazionale, invece, è a un dispositivo che disciplina l’organizzazione delle assemblee sindacali ma non fa riferimento alcuno al contradditorio.
Cuomo ha risposto immediatamente a Tagliaferri con una nota ufficiale: “Come è noto, le assemblee sindacali sono istituite dall’articolo 20 Legge 300 del 1970 e rappresentano il diritto dei lavoratori di riunirsi per discutere i temi all’ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro. La Legge (altrimenti detta Statuto dei Lavoratori) non prevede alcuna possibilità di effettuare valutazioni di merito sull’ordine del giorno, né dà alcun potere autorizzativo al datore di lavoro. Coerentemente, tutti i Contratti collettivi nazionali di lavoro del settore Scuola che si sono succeduti hanno confermato tali principi. L’attuale normativa di riferimento è l’articolo 31 del Ccnl 2019-21, che ha sostituito e abrogato il 23 del Ccnl 2016-2018”.
Il segretario del sindacato non ci sta all’interpretazione data dal numero uno dell’Usr: “Nell’articolo indicato dal direttore generale, e quindi anche in quello attualmente vigente, l’ordine del giorno è richiamato semplicemente per il fatto che esso debba accompagnare l’indizione dell’assemblea sindacale. Non esiste perciò alcuna elencazione di temi previsti, la cui esistenza precostituita limiterebbe infatti il perimetro delle materie sindacali e del lavoro, in violazione dello Statuto dei Lavoratori”. Molti presidi, d’altro canto, sono rimasti esterrefatti dalle parole del loro direttore e hanno contattato ilfattoquotidiano.it per denunciare il caso.