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Ultimo aggiornamento: 13:23

Trump rivela la malattia terminale di un membro del Congresso: “Morirà entro giugno”. Ma era una notizia riservata

Il tycoon rompe il protocollo sulla privacy e rivela i dettagli clinici del deputato Dunn: "Mi serviva il suo voto alla Camera". Imbarazzo per lo speaker Johnson
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Parla davanti ai giornalisti di Neal Dunn, 73 anni, che a gennaio aveva annunciato che non si sarebbe ricandidato alla Camera dei Rappresentanti dopo cinque mandati come rappresentante del 2° distretto della Florida. Dietro, la scelta problemi di salute non meglio specificati. Ma a rivelarli, con leggerezza, è Donald Trump. Al Kennedy Center, davanti ai giornalisti, il presidente ha servito al pubblico i dettagli più intimi della cartella clinica di Dunn. “I medici gli avevano detto che sarebbe morto entro giugno”, ha esordito, lasciando la sala tra l’incredulo e l’allibito. Poi ha aggiunto che ha problemi di cuore, rendendo pubbliche informazioni riservate. Lo speaker della Camera Mike Johnson, di fianco al presidente, non ha nascosto l’imbarazzo per la fuga di notizie, confermando implicitamente che la gravità della malattia doveva restare protetta dalla privacy. E, pressato da Trump, ha spiegato che Dunn sta affrontando una diagnosi cardiaca terminale, rimasta riservata fino ad allora.

A quel punto Trump ha poi spiegato il suo interessamento per il collega. Con un candore che ha scatenato le risate della platea, ha ammesso: “Mi sono dato da fare perché Neal mi piace, ma soprattutto perché avevo bisogno del suo voto alla Camera“. Una frase che ha suscitato sorrisi e, al contempo, un evidente imbarazzo nelle file repubblicane. E ha raggelato Johnson, apparso visibilmente a disagio sul palco: sul suo volto un misto di sconcerto e rassegnazione mentre il Presidente calpestava ogni protocollo di riservatezza.

Il racconto si è poi trasformato in una cronaca di salvataggio “presidenziale”. Appresa la notizia da Johnson, Trump sarebbe intervenuto in prima persona, mobilitando i propri medici e facilitando un ricovero d’urgenza presso il Walter Reed National Military Medical Center. Un intervento che, stando alle parole del tycoon, avrebbe letteralmente strappato Dunn a un destino segnato. Oggi il deputato, nonostante la profezia infausta dei primi medici, sembra avere una nuova prospettiva di vita.

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