Sono questi gli alleati? Ancora una volta abbiamo fatto la parte dei ciuchi
di Torquato Cardilli*
Da anni si avvertivano scricchiolii nel funzionamento della Alleanza Atlantica, delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea, ma con i cicloni di guerra scatenati dalla Russia, dagli Usa e da Israele, tutti i nodi sono venuti al pettine.
Tra gli europei chi ci ha rimesso di più è stata proprio l’Italia, che una certa propaganda ottusa vuole magnificare come tornata al centro del mondo, ponte tra i due continenti, proiettata nel Mediterraneo e in Africa con il piano Mattei e baggianate del genere. Gli Stati Uniti ci hanno forzato, illudendoci sulla nostra essenzialità, a partecipare, nonostante il principio costituzionale non negoziabile di ripudio della guerra, a aggressioni assurde e insensate (contro la Serbia, l’Afghanistan, l’Iraq, la Libia). Non ne abbiamo ricavato nulla in termini di potenza politico-militare, di influenza nazionale negli affari internazionali, di vantaggi economici, di prosperità sociale.
Da quattro anni ci hanno obbligato a partecipare allo sforzo politico-militare-economico a fianco dell’Ucraina contro la Russia, sottoposta a super sanzioni, quali non si erano mai viste contro altri paesi notoriamente aggressori come Israele.
Le cose sono di molto peggiorate da quando Trump è al potere. Gli Stati Uniti non solo si sono ritirati da una guerra che l’Europa non avrebbe mai cominciato da sola, ma, con modi volgari e offensivi, dando un calcio al significato di alleanza e amicizia, ci hanno insolentito, ricattato con dazi cervellotici e forzato ad acquistare tutto (dalle armi, al petrolio, al gas, alla tecnologia) a prezzi notevolmente più alti di quelli di mercato e quadrupli rispetto alle condizioni della Russia.
Ancora una volta abbiamo fatto la parte dei ciuchi presi a bastonate e obbligati a portare una pesante soma senza un’adeguata ricompensa di foraggio, incuranti del grave colpo inferto alla nostra filiera produttiva, costretta a fare i conti con il costo dell’energia ben superiore a quello degli altri partner europei.
Basta? Macché. Senza consultarci, né informaci (la prova è stata offerta al mondo intero dalla presenza dell’ignaro Crosetto, ministro della Difesa, in supposta vacanza a Dubai nel momento dello scoppio delle ostilità) gli Stati Uniti hanno scatenato a tradimento, mentre erano in corso negoziati bilaterali, una guerra di aggressione contro l’Iran in combutta con Netanyahu che per non smentire il sogno messianico della grande Israele, ne ha approfittato per bombardare e invadere anche il Libano.
L’atrocità delle operazioni si fermerà solo quando avranno ridotto Beirut, Teheran, Isfahan ed altre importanti città come Gaza o Dresda.
L’Ue e la Nato governate da due nullità assolute, hanno dimostrato la fatuità degli incontri a ripetizione in cui si pavoneggiano come tanti sgraziati tacchini i rappresentanti dei 27 che non partoriscono decisioni in favore dei loro popoli. Hanno smarrito la bussola degli interessi europei e quando si è trattato di far valere il principio di solidarietà tra alleati l’America si è dileguata.
Noi ci siamo sempre accontentati della solita pacca sulla spalla con l’abituale giaculatoria dell’amicizia perenne e la premier Meloni, insensibile al dolore di un’umanità innocente e sacrificata, dimostrando tutta la sua incompetenza, ha dichiarato di non avere elementi per condannare l’aggressione di Stati Uniti ed Israele, come se i nostri servizi di intelligence e di controspionaggio, il suo consigliere militare, le nostre ambasciate non l’avessero informata costantemente sull’accelerazione degli eventi, ampiamente anticipati anche dalla stampa. Abbiamo fatto anche di più. Ci siamo umiliati ad essere presenti con il ministro degli Esteri alla buffonata del Board of Pace congrega privata creata da Trump in alternativa all’Onu, dalla quale si sono tenuti ben lontani, gli altri paesi fondatori dell’Ue Francia, Germania, e i tre del Benelux , gli altri membri del G7 Giappone, Canada, Gran Bretagna cui hanno dato sostegno nel boicottaggio la Spagna, la Danimarca, l’Irlanda, l’Austria e i paesi baltici.
Chi è capace di rispondere alla domanda: ma gli Stati Uniti e Israele sono davvero nostri alleati e amici?
*Ambasciatore