“No all’indottrinamento degli studenti”: Valditara annuncia ispezioni e verifiche nelle scuole in cui si parla di referendum
Il ministero dell’Istruzione guidato da Giuseppe Valditara alza la soglia di attenzione in vista del referendum. A una settimana dal voto sulla riforma Nordio, il dicastero ha incaricato gli Uffici scolastici regionali di svolgere “un’attenta verifica” delle “segnalazioni riguardanti dibattiti che sarebbero avvenuti all’interno di istituti scolastici statali in assenza di contraddittorio”. Un annuncio arrivato all’indomani di una reprimenda del ministro su un presunto sbilanciamento delle posizioni: “Nelle scuole ovviamente si può discutere delle tematiche referendarie, nel rispetto della par condicio. Non vedo perché scuole pagate dai contribuenti non debbano attenersi al fatto che se ci sono le ragioni del No, ci debbano essere anche le ragioni del Sì, e se ci sono le ragioni del Sì, ci debbano essere anche le ragioni del No. Le scuole devono servire a sviluppare lo spirito critico e non a indottrinare i nostri studenti, perché oltretutto non dimentichiamoci mai che le scuole sono pagate dai cittadini. Non sono pagate dalla Cgil, dal Partito democratico, dalla Lega, da nessun partito politico: sono pagate dai cittadini. E quindi è giusto che le scuole insegnino la libertà, lo spirito critico, il pluralismo e mai la faziosità e l’indottrinamento”.
Una dichiarazione che ha infiammato Gianna Fracassi, segretaria nazionale della Flc Cgil: “Affermare ancora una volta che nelle scuole ci sarebbe il rischio di indottrinamento è una narrazione tanto grave quanto infondata, che alimenta un clima di sospetto verso la scuola pubblica. Significa mettere sotto accusa migliaia di docenti e operatori dell’istruzione che svolgono il proprio lavoro con professionalità, responsabilità e nel pieno rispetto della Costituzione. La scuola della Repubblica non è e non è mai stata il luogo della propaganda politica. È invece il luogo in cui si costruiscono conoscenza, consapevolezza e spirito critico. Parlare di referendum, di democrazia, di diritti non è indottrinamento: è fare scuola, è educazione alla cittadinanza, è formazione di cittadini liberi e consapevoli”.
Per il ministero, le “uniche segnalazioni” sono quelle che riguardano eventi sbilanziati verso il No. Ma mercoledì scorso, a Napoli, gli studenti di diverse scuole superiori invitati a un “evento formativo sul referendum costituzionale” hanno abbandonato la sala perché “c’erano solo esponenti per il Sì”. A intervenire, infatti, erano solo relatori favorevoli alla riforma: il sottosegretario leghista alla Giustizia Andrea Ostellari, il presidente emerito della Corte costituzionale Cesare Mirabelli, il magistrato ed ex politico Luigi Bobbio e Francesco Urraro, ex senatore della Lega ora vicepresidente del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa. Sul caso sta indagando l’Ufficio scolastico regionale della Campania, ma Valditara è intervenuto per complimentarsi con i dirigenti scolastici “che, quando si sono accorti che le ragioni del No non erano rappresentate, si sono allontanati con i loro studenti. Spiace solo che la stessa attenzione delle opposizioni non sia stata rivolta anche al convegno organizzato dall’Associazione nazionale magistrati svoltosi il 18 ottobre a Napoli, i cui lavori sono ancora disponibili su Radio Radicale. A quel convegno furono invitate le scuole cittadine e molti interventi, senza alcun contraddittorio, furono di attacco alla riforma Nordio. Vorrei ricordare che il pluralismo, il confronto libero e l’educazione allo spirito critico vanno garantiti sempre, non solo quando fa comodo a qualcuno”. In Sicilia, invece, l’Ufficio scolastico ha inviato gli ispettori in una scuola di Acireale (Catania) dove una docente avrebbe distribuito volantini a favore del “No”.