Usa, milioni di persone mangiano meno o tagliano le utenze per pagarsi le cure: il costo insostenibile del “sogno americano” di Trump
La Casa Bianca ha intrapreso una guerra, contro l’Iran, che potrebbe costare fino a cento miliardi di dollari. Del conflitto, peraltro, non si intravede la fine, come se l’amministrazione Usa non si aspettasse la forza di resistenza del regime e le implicazioni militari. Sul fronte interno, lo scandalo degli Epstein files scuote l’establishment, mentre la commissione del Congresso continua ad ascoltare testimoni e dai documenti emergono particolari scabrosi di una donna, minorenne all’epoca dei fatti, che accusa Trump di abusi. Tutto mentre i cittadini statunitensi continuano da mesi a fronteggiare un costo della vita sempre più insostenibile, che ha portato milioni di loro a dovere tagliare nella vita di tutti i giorni spese legate a beni di prima necessità solo per coprire le spese sanitarie. Un’esigenza che nasce soprattutto dalla decisione del governo federale di tagliare gli aiuti. Si trovano così a dovere rinunciare a cibo, a contenere i costi legati alle utenze, a ridimensionare l’uso dell’auto per risparmiare sul carburante e a chiedere prestiti. Difficoltà tutt’altro che teoriche, come emerge da un sondaggio del West Health-Gallup Center on Healthcare in America pubblicato il 12 marzo: dalla rilevazione, condotta da giugno ad agosto su circa 20mila adulti, è emerso che oltre 82 milioni di americani hanno dovuto contrarre almeno una spesa giornaliera per coprire i costi legati alla propria salute. In un sondaggio più recente di West Health-Gallup Center, condotto tra ottobre e dicembre, il 25% degli intervistati – riepiloga Cnn – ha dichiarato “di aver rimandato trattamenti chirurgici o medici, mentre il 14% ha posticipato l’acquisto di una nuova casa e poco meno di un decimo la pensione”.
Le prospettive per il futuro non sono rosee: al contrario, si prevede che i costi sanitari aumenteranno nei prossimi mesi e anni. È probabile infatti che il pacchetto di tagli fiscali firmato da Trump a luglio priverà 10 milioni di persone dell’assicurazione sanitaria nel 2034, visto che i repubblicani hanno dato il via libera a tagli per oltre un trilione al Medicaid, il sostegno federale e statale all’assistenza sanitaria. Il Gop ha peraltro voluto vincolarlo a precisi requisiti, che entreranno in vigore alla fine del 2026: potrà ottenerlo solo chi ha un’età compresa tra i 16 e i 64 anni ed è “abile al lavoro”, o può fare volontariato, andare a scuola o prendere parte a un programma di formazione professionale per almeno 80 ore al mese. Requisiti da cui sono esentati alcune categorie, tra le quali genitori con figli minori di 14 anni, donne incinte, e chi soffre di disturbi da abuso di sostanze. Questa decisione andrà a impattare in particolare i cittadini a basso reddito e gli ospedali nelle zone rurali, che dipendono fortemente da questi rimborsi e dunque rischiano di chiudere. A peggiorare il quadro, anche la riduzione dei sussidi federali sui premi assicurativi che vanno a impattare sulle polizze dell’Affordable Care Act (meglio conosciuto come Obamacare), con uno sforzo per arrivare alla copertura che ricade con un impatto maggiore sui cittadini. Con la conseguenza di dovere rinunciare ad altro per potersi permettere la copertura. A spiegare cosa comporta è Wick, residente in Texas: a Cnn spiega che l’anno prossimo non potrà contare sui 400 dollari di sussidi federali, quindi quella cifra dovrà sborsarla di tasca sua. Anzi: le è stato comunicato che probabilmente non avrà diritto a nessun aiuto nel 2026, se verrà riconfermata la sospensione dei sussidi aggiuntivi, che erano stati approvati durante la pandemia. Un altro esempio è quello di Sheila, pensionata. Ha deciso di rinunciare ai plantari da 250 dollari che le ha consigliato il suo medico per aiutarla a deambulare con meno dolore: si è infatti accorta che Medicare – l’assicurazione sanitaria federale per gli over 65 – copriva meno della sua assicurazione sanitaria. E sta provando a capire anche come ottenere a un prezzo inferiore un farmaco da 90 dollari. Ma l’impatto dei tagli sulla sua vita è assai più ampio: “a volte salta il pranzo – racconta Cnn – e, per risparmiare, non sempre prende le medicine per il colesterolo, l’asma e l’ipertensione. Ha anche abbassato il termostato, preferendo indossare un maglione e rannicchiarsi sotto due coperte per proteggersi dal freddo”. Ma le decisioni dell’amministrazione non riguardano soltanto i cittadini a basso reddito, spiega Ellyn Maese, direttrice della ricerca per il West Health-Gallup Center on Healthcare. “Anche gli americani della classe media e medio-alta devono decidere come tagliare le utenze, guidare meno, chiedere prestiti per pagare l’assistenza sanitaria”.
Le difficoltà economiche dei cittadini Usa sono certificate da mesi. Secondo uno studio di The Harris Poll pubblicato a novembre, il 30% degli intervistati con almeno 100mila dollari di reddito l’anno aveva dichiarato di essere “in difficoltà o finanziariamente al collasso”. Inoltre, per la metà degli intervistati il tanto accarezzato “sogno americano” di lavorare sodo per andare avanti sembrava sempre più irraggiungibile, “rivelando una generazione di professionisti che hanno ottenuto tutto sulla carta ma si sentono in difficoltà finanziarie”. A riprova di ciò, molti avevano già sottolineato allora come le spese quotidiane come generi alimentari, alloggio e assistenza sanitaria fossero aumentate al punto che vacanze, benessere personale e persino risparmi per la pensione non fossero più una conseguenza logica del duro lavoro. “Il 10% più ricco sta silenziosamente lottando, quindi cosa succede al restante 90%?”, conclude il rapporto. Il sondaggio, peraltro, era arrivato solo due mesi dopo che un’altra rilevazione del Wall Street Journal aveva rilevato come quasi il 70% delle persone credesse che il sogno americano – secondo cui se lavori duro, andrai avanti – non fosse più vero o non lo fosse mai stato. Il livello più alto in quasi 15 anni di sondaggi.