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Lilla Run, torna a Milano la corsa benefica contro i disturbi alimentari: “Lo sport un alleato per non far più sentire il corpo come un nemico”

L'iniziativa promossa dall'associazione Fra Me&Te in occasione della Giornata contro i disturbi alimentari. La presidente: "Vogliamo rompere il silenzio e ricordare che chiedere aiuto è possibile"
Lilla Run, torna a Milano la corsa benefica contro i disturbi alimentari: “Lo sport un alleato per non far più sentire il corpo come un nemico”
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Essere “gentili” con il proprio corpo e non trattarlo come un nemico, usare lo sport come un mezzo per stare meglio e farlo insieme ad altre persone. C’è questo spirito di cura dietro la Lilla Run, la corsa non competitiva di 5 km, promossa dall’associazione Fra Me&Te: la seconda edizione, dopo il successo del debutto, si svolgerà presso il Parco Nord Milano (punto di ritrovo di fronte al SunStrac) domenica 15 marzo alle 10, proprio in concomitanza con la Giornata contro i disturbi alimentari. L’obiettivo è sensibilizzare la cittadinanza e farlo correndo (o camminando) tutti insieme. Già più di 250 le adesioni: l’iscrizione si può fare online (qui), oppure direttamente sul posto.

“La prima edizione”, racconta la presidente dell’associazione Valentina Ungarelli, “ci ha fatto capire che c’è ancora e sempre bisogno di parlare dei disturbi alimentari. Vedere così tante persone correre tutte insieme per lo stesso scopo è stato veramente emozionante”. Per questo una nuova edizione: “La Lilla Run non è solo una corsa, è un momento in cui tante storie diverse si incontrano: chi ha sofferto, chi sta soffrendo e chi è accanto a qualcuno che ha bisogno e lotta ogni giorno”. L’evento, spiega l’associazione, nasce con l’obiettivo di accendere i riflettori su patologie complesse e ancora troppo spesso invisibili, che in Italia colpiscono milioni di persone, in particolare adolescenti e giovani adulti.

“Io sono convinta”, continua Ungarelli che gestisce una palestra a Dergano (zona Nord di Milano), “ma parlo più che altro per averlo vissuto, che lo sport quando è vissuto in modo sano può diventare veramente molto potente. Può diventare uno spazio in cui il corpo non è più un nemico, come quando si è nella malattia, ma torna ad essere qualcosa da rispettare, da vivere e soprattutto da ascoltare. Io mi ascolto molto. Ribadisco sempre: lo sport non è la cura, ma la cura è un percorso che si fa con dei professionisti e con una terapia. Però lo sport può essere un grande alleato, può aiutare a sentirsi vivi, a sentirsi parte di di qualcosa e a ritrovare appunto una relazione con il corpo. Quando si è nella malattia si è veramente poco gentili con il proprio corpo. Correre insieme tutti per la stessa causa è un modo per dire che ogni passo conta davvero.

L’associazione Fra Me&Te fa attività di prevenzione durante tutto l’anno. “Il più grande pregiudizio sui disturbi alimentari”, continua Ungarelli, “è che riguardino esclusivamente il cibo. Non è così. I disturbi alimentari parlano di dolore, emozioni. Il cibo è la punta dell’iceberg, è soltanto il mezzo con cui questo dolore si fa sentire. Un altro errore che si fa è pensare che riguardino solo una fascia di persone. Solitamente ragazze molto giovani”. Magari pensando che siano “capricci” e “tanto passerà, basta mangiare un po’ di più”. “Purtroppo non è così, anche le statistiche dicono che i disturbi mentali colpiscono chiunque, in qualsiasi fascia d’età, qualsiasi genere, qualsiasi classe sociale. È molto democratica come malattia“. E per combatterla, serve una rete solida: “Noi vogliamo creare uno spazio in cui il corpo non sia giudicato, ma ascoltato. Le iniziative come la Lilla Run sono importanti perché aiutano a rompere il silenzio, a fare informazione e ricordare che chiedere aiuto è possibile ed è in indispensabile per uscirne”.

La partecipazione è aperta a tutte e tutti, senza limiti di età o preparazione atletica. Si può correre, camminare o anche solo aspettare al bar la fine della corsa. L’invito è rivolto a cittadini, famiglie, scuole, associazioni sportive e, chiude l’associazione, “a chiunque desideri contribuire alla diffusione di una cultura del benessere più consapevole e inclusiva”.

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