I soldi di Epstein nel petrolio venezuelano. Il suo broker era Francisco D’Agostino, “l’intoccabile”
Neppure Caracas si è salvata dai tentacoli di Jeffrey Epstein. L’imprenditore statunitense, morto nel 2019, condannato per abusi sessuali e traffico di minori, ha investito fino a 4,5 milioni di dollari su Bond emessi dal colosso Petróleos de Venezuela sociedad anónima (Pdvsa). Il suo broker di riferimento era Francisco D’Agostino, anch’egli imprenditore, ispano-venezuelano, arrestato a Bardonecchia il 5 gennaio – su mandato di cattura dell’Interpol – e scarcerato cinque giorni dopo su ordine della Corte d’appello di Torino, nonostante la richiesta di estradizione di Caracas. “Sussistono gravi indizi di colpevolezza, ma bisogna tenere conto della situazione esistente in Venezuela sulla condizione dei detenuti nelle carceri”, è la motivazione con cui la giudice Alessandra Pfiffner esclude l’eventuale estradizione a Caracas, dove D’Agostino è accusato di “truffa aggravata”, “traffico e commercio illecito di risorse o materiali strategici”, “riciclaggio” e altri reati. D’Agostino – cognato di Luis Alfonso de Borbón e dell’ex-parlamentare Henry Ramos Allup – è stato ospite alla Little Saint James, meglio nota come Epstein Island, dove ha stretto un rapporto d’amicizia con l’imprenditore, come si evince nel carteggio di mail desecretato dal Dipartimento di Stato Usa.
“Mi sono divertito moltissimo”, scrive D’Agostino a Epstein in una mail datata 2 ottobre, facendo riferimento a una donna soprannominata “Water Gazelle”: “È davvero impressionante… Che ragazza così bella e intelligente”. Nella mail D’Agostino auspica “l’inizio di un’amicizia divertita e durevole” con Epstein, con il quale intendeva “esplorare le diverse possibilità di fare soldi insieme”. Nel loro carteggio (in data 22 ottobre 2012) D’Agostino proponeva a Epstein una rosa di nove nomi da incontrare durante un suo eventuale viaggio a Caracas. In elenco: Baldo Sansò (cognato dell’ex-presidente di Pdvsa Rafael Ramírez), l’imprenditore Oswaldo Cisneros e Alejandro Betancourt, Ceo della Derwick, che (secondo Transparencia Venezuela) avrebbe fatturato un sovrapprezzo da 3 miliardi di dollari a Pdvsa. “Pranziamo da lui?”, chiede D’Agostino.
All’inizio Epstein resta prudente: accenna una prima disponibilità (“il 26 novembre, se può andare”), attende la rielezione presidenziale di Hugo Chávez (ottobre 2012), che ritiene “geniale”, pensando alla stabilità economica del Paese. Nelle settimane successive D’Agostino ed Epstein speculano sullo stato di salute di Chávez, sottoposto a cure oncologiche all’Avana e deceduto il 5 marzo 2013. “È molto probabile che a Chávez rimangano sei mesi di vita”, scrive D’Agostino, ipotizzando elezioni imminenti e la probabilità che “qualcuno del movimento di Chávez, ma meno radicale, vinca le elezioni”.
In seguito il loro scambio diventa più fitto. “Come sta la mia Water Gazelle?”, chiede D’Agostino. “Qui, e nuda”, la risposta di Epstein, che rinnova a D’Agostino il suo invito a visitare l’isola: “Quando vuoi”. Non è chiaro se Epstein abbia mai fatto visita a Caracas ma, secondo l’Organized Crime and Corruption – Reporting Project, dal 2013 al 2015 l’imprenditore Usa si rivelerà un acquirente assiduo di bond petrolieri venezuelani. Secondo El Universal il legame tra D’Agostino ed Epstein è già stato oggetto di indagini da parte dell’Fbi in qualità di “interlocutore costante”, intento a “capitalizzare l’influenza di Epstein”, attraverso progetti congiunti. L’imprenditore spagnolo venezuelano è stato anche sottoposto a sanzioni Usa (2021-2025) per il suo coinvolgimento nel traffico di greggio venezuelano. Interpellato più volte dai media, ha sempre evitato di riferire pubblicamente sui suoi affari.
Attualmente D’Agostino vive a Palma di Maiorca – dov’è tornato in un jet privato dopo il suo rilascio a gennaio – e si presenta al mondo come “immobiliarista” e investitore nel settore taurino, in Spagna. “Colui che mi dica che la Spagna non è taurina, non è cattolica e non si intrattiene giocando a calcio non conosce questo Paese”, ha detto D’Agostino recentemente, in riferimento ai suoi investimenti nella tauromachia. Fonti sostengono che l’imprenditore è legato a circuiti conservatori e tradizionalisti di Madrid, vicini alla monarchia. “Qui D’Agostino è un intoccabile”, assicura Jorge Castro, giornalista d’inchiesta radicato in Spagna, secondo il quale l’imprenditore “vive sotto la protezione di Luis Alfonso de Borbón e le notizie negative sul suo conto non attecchiscono nella Penisola iberica”. Tuttavia Caracas non molla l’osso e, dopo il suo rilascio in Italia, il Tribunal supremo de justicia ha rinnovato la richiesta di estradizione (AA30P2026000006) contro l’imprenditore in data 21 febbraio. “D’Agostino resta sotto indagine per aver dato vita a una struttura che, attraverso società di comodo, e mediante flotte fantasma, trafficava petrolio in Cina, senza che gli introiti del suddetto greggio passassero dalla Banca centrale del Venezuela“, sostiene l’esperto legale Eligio Rojas, che segue da vicino il dossier.