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Corteo del “no sociale” a Roma, bruciato un cartellone con Meloni e Nordio. Gli organizzatori: “Siamo 20mila”

Movimenti e cittadini sono infatti tornati in piazza oggi nella Capitale sia per il Referendum che per dire "stop" alla guerra: a fuoco anche foto di Trump e bandiera di Usa. A Milano bruciata una bandiera di Israele
Corteo del “no sociale” a Roma, bruciato un cartellone con Meloni e Nordio. Gli organizzatori: “Siamo 20mila”
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Sono stati bruciati con i fumogeni due cartelloni con la presidente del consiglio Giorgia Meloni, in uno insieme al ministro Nordio, nel corso del corteo a Roma, a piazza dell’Esquilino. La prima immagine raffigurava la premier mentre teneva a guinzaglio e con la museruola il ministro della Giustizia. Sopra la scritta: “No al vostro referendum“. Mentre la seconda fotografia rappresentava la stretta di mano tra Meloni e Netanyahu con su scritto: “No al vostro genocidio, 75mila civili uccisi, 2 milioni di sfollati”.

Movimenti e cittadini sono infatti tornati in piazza oggi a Roma per esprimere il “no sociale” al Referendum costituzionale sulla giustizia del 22 e 23 marzo, chiedendo le dimissioni del governo ma anche per dire stop alla guerra. Il corteo è cominciato alle 15:15 circa ed è diretto a San Giovanni. Alla manifestazione, promossa da Potere al Popolo, hanno aderito diverse realtà: dai collettivi studenteschi (come Osa e Cambiare Rotta) ai movimenti per la Palestina tra cui il Global Movement to Gaza, fino ai movimenti di lotta per la casa, i centri sociali e l’Usb.

Tra gli slogan scanditi dai manifestanti – che si sono dati appuntamento a piazza della Repubblica – “vota no, Giorgia Meloni vattene” ma anche “Giù le mani dall’Iran” e “Giù le mani da Cuba socialista” ma anche “Crosetto torna a Dubai”. Ad aprire il corteo lo striscione “No al referendum, no alla guerra, no al governo liberticida” firmato dal ‘comitato per il no sociale”. A seguire lo striscione di Potere al Popolo con su scritto “Diciamo no all’Italia peggiore, no alla guerra, no al governo Meloni”. Tra le bandiere, oltre a quelle di Potere al Popolo, tante della Palestina ma anche quelle di Cuba, Venezuela e Iran e la bandiera della Pace.

Nel corso del corteo bruciati anche due cartelloni con la foto del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e l’immagine di una bandiera Usa. I manifestanti, nello stesso momento, hanno poi mostrato uno striscione con su scritto “Contro le aggressioni imperialiste, difendere Cuba socialista”. Sulle note dei brani “Casa mia” di Ghali e “Figli della stessa rabbia” della Banda Bassotti, la testa del corteo è arrivata a piazza San Giovanni intorno alle 17. Per gli organizzatori i partecipanti arrivano intorno “ai 20mila“.

Le reazioni dalla politica

“Pensare che bruciare le immagini di Nordio e Meloni sia un atto che contenga un qualche senso è quanto di più distante dal nostro modo di intendere questa campagna referendaria. Credo che la stanchezza per questo tipo di rivendicazioni sia oramai trasversale e collettiva. Solidarietà alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro della Giustizia Carlo Nordio”, ha dichiarato il presidente del Comitato Giusto dire No Enrico Grosso, tra i primi a “reagire” all’immagine bruciata di Meloni e Nordio.

Solidarietà arrivata anche dall’Associazione Nazionale Magistrati: “Esprimiamo la nostra solidarietà alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro della Giustizia Carlo Nordio per quanto accaduto al corteo di Roma. Il nostro invito ad abbassare i toni nel corso di questa campagna referendaria è sempre valso e sempre varrà per chiunque e a prescindere dai propri orientamenti personali e collettivi”.

“Il M5S è contrario ad ogni forma di violenza e a gesti che la richiamano. Per questa ragione condanno senza esitazioni e con fermezza quanto accaduto poco fa in piazza a Roma, dove sono state bruciate le immagini della premier Giorgia Meloni e del ministro Carlo Nordio“, ha dichiarato invece il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. “Questo governo deve andare a casa con la forza delle idee e della democrazia, non a colpi di odio e violenza. Mancano una manciata di giorni all’appuntamento del referendum, a chi scende in piazza oggi e nei prossimi giorni dico: continuiamo a spiegare e ribadire le ragioni del NO democraticamente, con aperte discussioni. Rifiutiamo tutti le manifestazioni di violenza che anzi si prestano alle strumentalizzazioni di chi vuole dipingere il vasto popolo del NO come un coacervo indistinto di odio e intolleranza”.

Manifestazioni anche a Milano e Torino

Sono alcune centinaia i manifestanti che invece stanno sfilando a Milano nel corteo promosso da realtà antagoniste per ricordare Davide Cesare, “Dax”, militante antifascista ucciso nel 2003. La manifestazione partita dall’Arco della Pace, con lo slogan “contro guerra imperialista e sionismo”, sta attraversando corso Sempione e si concluderà nella zona di Lampugnano, al Palasharp occupato questa mattina nell’ambito di una tre giorni di iniziative dedicate alla memoria di Dax. Durante il passaggio davanti alla sede Rai di Milano è stato appeso agli alberi uno striscione con la scritta “Informazione Rai propaganda di guerra e censura di regime”. Poco dopo alcuni manifestanti hanno bruciato una bandiera di Israele. Il corteo è accompagnato da striscioni e slogan contro guerra, riarmo e capitalismo.

Sotto la pioggia è partito invece a Torino da piazza XIII Dicembre il corteo regionale pro Palestina e contro il conflitto in Iran a cui partecipano alcune centinaia di manifestanti. In testa lo striscione con la scritta che recita ‘Criminale è chi sostiene il genocidio. Contro Usa e Israele Free Palestine Free Iran’. “Saremo sempre contro le guerre imperialiste – hanno affermato i manifestanti – noi abbiamo imparato dai palestinesi cosa vuole dire resistere e lottare per un mondo giusto”. In piazza, nella manifestazione organizzata da varie sigle a partire da Torino per Gaza, molte bandiere palestinesi ma anche di Rifondazione Comunista dei sindacati di base e di altre organizzazioni. Il corteo attraversa il centro del capoluogo piemontese fino ad arrivare in piazza Vittorio Veneto.

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