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La mania di Trump per le scarpe Florsheim che regala a tutti (ma l’azienda non apprezza)

Il presidente regalerebbe tale modello ai suoi fedelissimi, ma l'azienda, che produce in Cina, denuncia i dazi e ottiene un risarcimento monstre di oltre 16 milioni di dollari
La mania di Trump per le scarpe Florsheim che regala a tutti (ma l’azienda non apprezza)
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Un nuovo dress code del presidente Donald Trump o, per meglio dire, una nuova mania. Il presidente degli Stati Uniti è diventato celebre per la sua mise standard: abito blu di Brioni, camicia bianca e cravatta in seta dai colori sgargianti, rosso su tutti. Tuttavia la nuova fissa del Tycoon sono un tipo di scarpe, nello specifico un paio di francesine di vitello nere da 145 dollari. Che il presidente, scrive il Wall Street Journal, acquista da un marchio americano dalla storia centenaria: Florsheim, fondata a Chicago nel 1892. Il presidente ama il modello prodotto dall’azienda, ma l’amore non sarebbe corrisposto.

Donald Trump regalerebbe tale modello ai suoi fedelissimi: ministri, parlamentari, amministratori delegati e personaggi che incontra sul suo cammino. La fissa del presidente americano imporrebbe la presenza di un funzionario dedicato alla scelta della taglia in una stanza attigua allo Studio Ovale. Il presidente accoglie l’ospite nello Studio Ovale, chiede quale taglia porti e comunica l’ordine a un suo assistente. In poco tempo, in base a quanto racconta al Journal una persona ben informata, giunge il paio di scarpe prescelto, accompagnato da biglietti e autografi del presidente in persona.

La mania del presidente ha convinto anche i suoi fedelissimi ad accettare le preferenze, in tema di scarpe, del presidente americano: il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, quello alla Difesa Pete Hegseth, quello del Commercio Howard Lutnick, e via discendendo fino ai presentatori di Fox News. Il primo a testimoniare la particolare fissazione di Trump era stato proprio a dicembre il Vice Ministro: “A un certo punto, si è sporto dalla scrivania, ha guardato le mie scarpe e quelle di Marco e ha detto: “Fanno proprio ca..re” e aveva poi aggiunto le parole pronunciate dal presidente: “Si capiscono molte cose di un uomo dalla taglia delle sue scarpe”. Forse a causa di quest’ultima asserzione, Rubio aveva ordinato un 45 e mezzo pur essendo alto 1 metro e 78. Proprio un fotografo ha immortalato pochi giorni fa l’effetto del 45 e mezzo sui piedi del segretario di Stato: completamente sproporzionate, con due dita di vuoto tra il tallone e la tomaia.

L’amore di Trump per i modelli dell’azienda Florsheim non è però corrisposto. Thomas Florsheim jr., proprietario dell’azienda ha dichiarato di non essere a conoscenza degli ordini che giungerebbero dalla Casa Bianca. Sul web si trovano poi una sfilza di dichiarazioni molto critiche nei confronti del presidente e, nello specifico, dei dazi scelti dal tycoon. Florsheim produce in Cina e ha dovuto quindi fronteggiarsi con le pesanti tariffe doganali: “Abbiamo dovuto alzare i prezzi, a un certo punto i dazi ci costavano più delle scarpe”. Neppure lo spostamento della produzione in India aveva tenuto al sicuro l’azienda dai dazi trumpiani. L’azienda di Chicago ha quindi deciso di procedere con una causa al governo federale, scommettendo che la Corte suprema avrebbe bocciato i dazi. Vista la conferma della bocciatura da parte della Corte, il risarcimento ripianerà, con gli interessi, i danni subiti a causa dei dazi: oltre 16 milioni di dollari.

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