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Ultimo aggiornamento: 16:42

Salis: “Pressioni di Bucci al Secolo XIX? Cosa lo fa sentire in diritto di incidere sulla linea di un giornale?”

"Tutti i player fanno pressioni e come detto sono pressioni legittime. Ma chi amministra deve saper tutelare l’interesse pubblico"
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“Cosa porta un presidente di Regione a mandare dei vademecum all’editore di un giornale? Cosa lo fa sentire in diritto di incidere sulla linea di un giornale durante una campagna elettorale e anche dopo?”. Così Silvia Salis, sindaca di Genova, esprime la sua solidarietà ai giornalisti del Secolo XIX. Per mesi l’ufficio stampa della Regione Liguria avrebbe confezionato dossier sui giornalisti del quotidiano ligure e sul suo direttore, Michele Brambilla, “colpevoli”, secondo Marco Bucci, di favorire il centrosinistra.
Non è solo l’ennesima espressione dell’antico malcostume di molti poteri locali, che provano a garantirsi “buona stampa”. Il giornale, infatti, fa capo all’armatore italo-svizzero Gianluigi Aponte, che con MSC è il principale operatore del porto di Genova. Dalle chat riportate oggi dal Fatto Quotidiano, emerge, per come descritto da Brambilla, un rapporto diretto di confidenza e disponibilità da parte del presidente di Regione, sullo sfondo degli interessi dei grandi player portuali, mentre giornalisti e direttore “remerebbero” contro il gruppo.
Le pressioni e il peso degli interessi dei grandi gruppi portuali sulla politica non è un elemento nuovo nella città del Toti-Gate: “Le pressioni ci sono e sono legittime, ma il direttore del Secolo ha dimostrato oggi la differenza tra ricevere delle pressioni, che è qualcosa che capita a chiunque sia in grado di incidere sulla vita pubblica, e subire queste pressioni”.
La sindaca rivendica un autonomia dalle pressioni che, pure, dichiara di aver già ricevuto. Ne sarebbe un esempio la levata di scudi contro la tassa d’imbarco per i crocieristi, che ha visto i terminalisti scagliarsi contro l’amministrazione di centrosinistra con grande spazio sui media locali (quello edito da Msc in primis): “Come amministratori dobbiamo tutelare l’interesse pubblico, tutti i player fanno pressioni e come detto sono pressioni legittime. Ma chi amministra deve saper tutelare l’interesse pubblico e il fatto di ricevere pressioni non significa subirle e trasformarle in azioni, cosa che, come vedete da me, non avverrà”.
Quanto al rapporto inverso, tra istituzioni ed editore, a Genova decisivo anche nel porto, Salis aggiunge: “Io non mi sognerei di telefonare al più grande player del porto e chiedergli di incidere su una campagna elettorale in mio favore. Non solo perché è eticamente sbagliato, ma perché è istituzionalmente scorretto”.

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