Referendum, Meloni a Milano schiera per il “Sì” il carabiniere Masini, che a Rimini sparò e uccise un accoltellatore
Influencer, attori, giornalisti di destra, giuristi, vittime di malagiustizia. E qualche nome a effetto. Come il maresciallo Luciano Masini, il comandante dei carabinieri che a inizio 2025 uccise un immigrato che aveva accoltellato diverse persone (la sua posizione è stata archiviata per legittima difesa) e che ha ispirato la norma sullo “scudo penale” inserita nel decreto Sicurezza. Sono questi gli ospiti “pop” dell’evento che Fratelli d’Italia ha organizzato per giovedì a Milano, al teatro Franco Parenti, sulla riforma della giustizia che sarà chiuso dalla premier Giorgia Meloni. Questo sarà il primo e forse l’unico comizio pubblico della presidente del Consiglio in vista del referendum del 22-23 marzo.
Il titolo dell’evento, organizzato dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia, è molto enfatico: “Una riforma che fa giustizia. Una giornata dedicata alla riforma che l’Italia aspettava da decenni”. Quattro sale tematiche dai nomi che ricalcano i punti della riforma: “Separazione delle carriere”, “riforma del Csm”, “Alta corte”, “riforma della Giustizia”. Introduzione dei capigruppo Galeazzo Bignami (Camera), Lucio Malan (Senato), Carlo Fidanza (Parlamento Europeo). Inizio alle 15.
Oltre ai vertici e cariche istituzionali di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida, Chiara Colosimo, Andrea Delmastro e al presidente del Senato Ignazio La Russa, nei panel ci saranno anche figure “pop”: l’attore Fabio Ferrari, gli influencer Cittadino Zero e Gino Zavalani e l’avvocata molto seguita sui social Francesca Florio. Presenti anche diversi giornalisti dei giornali di centro destra – Filippo Facci, Daniele Capezzone, Tommaso Cerno, Mario Sechi, Paolo Del Debbio e Maurizio Belpietro – ma anche figure del centrosinistra favorevoli al Sì: Anna Paola Concia, Luigi Marattin e Claudio Velardi. A questi si aggiungeranno anche alcune vittime di malagiustizia come Luciano Di Marco, finito per errore in carcere per una “somiglianza” con un rapinatore a Cerignola, o persone della società civile che racconteranno la propria storia personale come Vincenzo Gualzetti, padre di Chiara, 16enne vittima di femminicidio nel 2021.
A parlare saranno anche diversi magistrati e giuristi favorevoli alla riforma come Niccoló Zanon, Antonio Di Pietro e Sabino Cassese oltre ai responsabili dei comitati del “Sì” Alessandro Sallusti, Francesca Scopelliti e Luca Palamara. Chiusura affidata a Nordio, Masini (che racconterà la sua storia) e infine a Meloni.