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Cancellati 43mila voli a causa dell’escalation in Medio Oriente: oltre 7,5 milioni i passeggeri rimasti a terra

L'impatto economico per i principali vettori è di circa 1,6 miliardi. Le principali compagnie aeree stanno riprendendo a volare: per Etihad e Qatar Airways circa l'80% dei viaggiatori è in transito, per Emirates la quota scende al 50-55%.
Cancellati 43mila voli a causa dell’escalation in Medio Oriente: oltre 7,5 milioni i passeggeri rimasti a terra
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Sono oltre 7,5 milioni le persone che hanno visto i propri voli cancellati dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, a seguito della chiusura dei tre più importanti hub del Golfo: Doha, Dubai e Abu Dhabi. Ad essere colpiti maggiormente i cinque principali vettori dell’area, con un danno stimato di almeno 1,6 miliardi di dollari solo per i mancati ricavi dei biglietti già emessi.

A riportare le stime, sulla base dei dati di settore, è il Corriere della Sera, che spiega come il bilancio non sia definitivo, a causa sia della prosecuzione del conflitto, ma anche della progressiva riduzione delle ripercussioni sulle operazioni di volo. A peggiorare l’impatto economico sui vettori coinvolti, sono anche le spese aggiuntive sostenute dalle compagnie come l’emissione di nuovi biglietti per i passeggeri coinvolti, le sistemazioni negli hotel, i pasti, i trasferimenti da e per l’aeroporto, oltre ai mancati ricavi del cargo trasportato nelle stive degli aerei. Tra il 28 febbraio, data di inizio delle ostilità con Stati Uniti e Israele da una parte e Iran dall’altra, e il pomeriggio del 10 marzo nel Golfo Persico, sono stati più di 43mila i voli cancellati, tra partenze e arrivi, secondo i dati forniti dalla piattaforma specializzata Cirium. Non è stato effettuato, secondo le stime, il 55% dei viaggi programmati da tutti i vettori, locali e internazionali.

Le principali compagnie aeree coinvolte nell’area sono Emirates, Qatar Airways, Etihad Airways, flydubai e Air Arabia: nel periodo analizzato, i vettori hanno cancellato complessivamente almeno 16.500 mila voli, coinvolgendo direttamente circa 3,7 milioni di passeggeri. Tra questi, almeno 2 milioni di passeggeri avevano prenotato voli delle compagnie Emirates e Qatar Airways, quest’ultima con quasi il 94% dei voli cancellati. Circa mezzo milione risultavano invece i passeggeri già con biglietti emessi da Etihad. Secondo i dati forniti da Flightradar24 — la principale piattaforma di monitoraggio dei movimenti aerei — Emirates ed Etihad hanno ripreso alcuni servizi di linea dalle rispettive basi di Dubai e Abu Dhabi, dopo una settimana che è stata caratterizzata dalle migliaia di cancellazioni. Doha, hub di Qatar Airways, dopo un blocco totale dello spazio aereo, ha iniziato a consentire gradualmente alcuni voli.

L’impatto economico subito dai principali vettori dell’area rimane comunque sostenibile: si tratta infatti di compagnie dotate di una significativa liquidità e con alle spalle i fondi sovrani da centinaia di miliardi di dollari. Resta però da comprendere gli effetti di medio e lungo periodo, soprattutto nel caso in cui il conflitto dovesse proseguire nelle prossime settimane. Secondo le stime del Corriere, le perdite sono di circa 640 milioni di dollari per Emirates, 605 milioni per Qatar Airways, 206 milioni per Etihad, e circa 110 milioni complessivi per flydubai e Air Arabia.

I tre hub, quelli di Doha, Dubai e Abu Dhabi, sono utilizzati da oltre 100 mila passeggeri al giorno per gli spostamenti tra Europa e Asia-Oceania. Per Etihad e Qatar Airways circa l’80% dei viaggiatori è in transito, mentre per Emirates la quota scende al 50-55%.

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