Honda Prelude, la prova de Il Fatto.it – Il laboratorio della coupé granturismo ibrida – FOTO
In un panorama europeo dove le coupé sono ormai quasi scomparse, Honda sceglie di andare contro tendenza riportando sulle strade la Prelude, assente dal mercato dal 2001. Il nuovo modello nasce dalla piattaforma della Civic e utilizza lo stesso sistema ibrido, arricchito da una funzione che simula le cambiate di una trasmissione automatica a otto rapporti. Questa tecnologia riproduce sia la sensazione di spinta sia il sound tipico, anche grazie alle palette poste dietro al volante, ma ci ritorneremo dopo.
Dicevamo dello stretto legame con la Civic, che è evidente già dalla carrozzeria: misura poco più di 4,5 metri di lunghezza, con una larghezza di 1,88 metri e un’altezza di 1,35 metri. Ma sono le proporzioni a essere particolari, poiché alcuni punti chiave del telaio non hanno cambiato posizione rispetto alla berlina, in particolare tutta la zona del montante A, dal parafiamma alla sommità del parabrezza. Quindi la cabina è leggermente avanzata verso il frontale e, di conseguenza, il tetto è molto inclinato e allungato.
L’altra parentela con la Civic riguarda la trazione anteriore, che è parte del sistema full hybrid basato su un motore benzina 2.0 da 143 cavalli. Questo propulsore si collega direttamente alle ruote solo alle velocità più elevate, perché il cambio ha un solo rapporto piuttosto lungo, mentre nelle altre situazioni funge principalmente da generatore per alimentare la batteria. La potenza complessiva del sistema raggiunge i 184 cavalli, pari a quella del motore elettrico, che sviluppa 315 Nm di coppia e consente alla Prelude di accelerare da 0 a 100 km/h in 8,2 secondi.
La velocità massima è limitata elettronicamente a 188 km/h, in linea con gli altri modelli della gamma Honda. Ci si aspettava qualcosa in più, considerando la linea della vettura e anche quella parte di scheda tecnica che afferisce alla dinamica di guida, partendo dall’ottimo impianto frenante Brembo, continuando con la gommatura generosa e finendo con l’assetto a controllo elettronico.
Insomma, più che una sportiva pura, la Honda Prelude si presenta come una granturismo con cui non correre troppo: le linee morbide e pulite suggeriscono una guida dinamica ma scorrevole, più orientata al comfort che alle prestazioni. Quando si richiama il gas all’uscita di una curva, per esempio, la Prelude risponde subito grazie alla coppia istantanea dell’elettrico, ma poi non ha un allungo “bruciante” e quindi la curva successiva arriva più lentamente di quanto ci si aspetti.
La funzione S+ Shift, poi, è un giochino simpatico ma che finisce presto, anche perché i rapporti simulati rimangono innestati solo per pochi secondi, fin quando il software non riprende il controllo. Meglio godersi lo sterzo rapido e preciso, insieme alle ottime sospensioni, che limitano i trasferimenti di carico senza penalizzare il comfort. A questo proposito, i sedili sportivi con poggiatesta integrato sono contenitivi e comodi al tempo stesso e curiosamente privi di regolazioni elettriche. Semmai, se fossero stati montati più in basso, la posizione di guida ne avrebbe giovato.
Anche la plancia è praticamente la stessa di quest’ultima, con un design semplice e i comandi del climatizzatore che rimangono fisici, mentre le altre funzioni sono gestite tramite un display centrale touchscreen da 9 pollici. Dietro le spalle di pilota e passeggero sono presenti due piccoli posti aggiuntivi, adatti al massimo a due ragazzini, ma abbattibili per ampliare la capacità del bagagliaio, che di base è di 264 litri. I consumi della Prelude sono senza dubbio un punto di forza: nella guida reale si attestano facilmente intorno ai 17-18 km con un litro.
Così ci si ritrova a sperimentare una nuova forma di granturismo, quella della guida ibrida, dove le curve si percorrono velocemente per poi scorrere, anzi veleggiare, nei tratti rettilinei che le uniscono. La nuova coupé di Honda è già disponibile sul mercato: viene proposta a 50.900 euro, con una dotazione molto completa e una gamma di sei colori tra cui scegliere.