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Famiglia nel bosco, il papà: “Non organizzate presidi o proteste”. Rafforzata la tutela alla presidente del Tribunale minacciata

Il papà ha voluto ringraziare tutte le persone che hanno mostrato solidarietà in questi giorni, ma ha anche rivolto un appello alla prudenza
Famiglia nel bosco, il papà: “Non organizzate presidi o proteste”. Rafforzata la tutela alla presidente del Tribunale minacciata
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“Voglio che i bambini tornino a casa, ma fino a che questo non succede preferisco che restino qui. Ringrazio tutti per la solidarietà, chiedo però con rispetto di non organizzare presidi o proteste davanti alla casa famiglia o alle abitazioni private”. Sono le parole del papà dei bimbi che abitavano in una capanna nel bosco e la cui madre è stata allontanata dalla casa famiglia in cui abitava con i tre figli per il suo atteggiamento “ostile” e condizionante.

L’uomo è sempre stato considerato dagli assistenti sociali la parte dialogante della coppia a cui viene contestata l’inadeguatezza del casolare – senza acqua, elettricità e servizi igienici – e dell’istruzione, con la bimba più grande incapace di leggere e scrivere sia in italiano che in inglese. Il papà ha voluto ringraziare tutte le persone che hanno mostrato solidarietà in questi giorni, ma ha anche rivolto un appello alla prudenza. Le sue parole puntano a mantenere la serenità dei bambini e a evitare situazioni di tensione o pressioni esterne che possano complicare ulteriormente una vicenda già delicata. In cui nei giorni scorsi è entrata a gamba tesa la politica – a fini esclusivamente referendari – come quello della premier Giorgia Meloni. Senza contare l’invio degli ispettori da parte del ministro Carlo Nordio.

I giudici hanno respinto i “toni aggressivi” e spiegato le motivazioni alla base delle decisioni. Non tutti ricordano che questa storia è iniziata diversi mesi fa dopo che l’intera famiglia era finita in ospedale intossicata dai funghi e che i bambini rifiutavano il sondino nel naso su indicazione appunto della madre. In questo clima i magistrati che si sono occupati del caso non sono sono stati attaccati, ma anche minacciati sui social. Per questo è stato deciso di innalzare la vigilanza nei confronti della presidente del Tribunale dei minori dell’Aquila, Cecilia Angrisano, che aveva già una protezione per via del ruolo.

La notizia, anticipata dal quotidiano il Centro, è stata confermata da fonti qualificate. La presidente era finita nell’occhio del ciclone in seguito all’ordinanza con cui dispose la sospensione della responsabilità genitoriale Proprio ieri la stessa presidente, insieme con il procuratore David Mancini, aveva affidato ad una nota la replica alle polemiche sull’ordinanza di allontanamento di mamma Catherine dalla struttura protetta. “Ogni iniziativa giudiziaria” di competenza dei giudici minorili – le loro parole – “è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età”.

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