Il mondo FQ

Famiglia nel bosco, il papà verso l’affidamento dei figli? È “supporto fondamentale per la gestione del nucleo”

Il papà ha voluto ringraziare tutte le persone che hanno mostrato solidarietà in questi giorni, ma ha anche rivolto un appello alla prudenza
Famiglia nel bosco, il papà verso l’affidamento dei figli? È “supporto fondamentale per la gestione del nucleo”
Icona dei commenti Commenti

“Voglio che i bambini tornino a casa, ma fino a che questo non succede preferisco che restino qui. Ringrazio tutti per la solidarietà, chiedo però con rispetto di non organizzare presidi o proteste davanti alla casa famiglia o alle abitazioni private”. Sono le parole del papà dei bimbi che abitavano in una capanna nel bosco e la cui madre è stata allontanata dalla casa famiglia in cui abitava con i tre figli per il suo atteggiamento “ostile” e condizionante.

L’uomo è sempre stato considerato dagli assistenti sociali la parte dialogante della coppia a cui viene contestata l’inadeguatezza del casolare – senza acqua, elettricità e servizi igienici – e dell’istruzione, con la bimba più grande incapace di leggere e scrivere sia in italiano che in inglese. Il papà ha voluto ringraziare tutte le persone che hanno mostrato solidarietà in questi giorni, ma ha anche rivolto un appello alla prudenza. Le sue parole puntano a mantenere la serenità dei bambini e a evitare situazioni di tensione o pressioni esterne che possano complicare ulteriormente una vicenda già delicata. In cui nei giorni scorsi è entrata a gamba tesa la politica – a fini esclusivamente referendari – come quello della premier Giorgia Meloni. Senza contare l’invio degli ispettori da parte del ministro Carlo Nordio. Questo atteggiamento potrebbe aprire le porte a un affidamento dei piccoli direttamente a lui.

Un futuro e probabile affidamento al padre dei figli potrebbe portare a soluzione quindi la difficile vicenda. Fonti interne al Tribunale per i minorenni dell’Aquila indicano un possibile riavvicinamento dei figli al papà, non solo per le visite nella struttura, incrementate da due a tre incontri settimanali di un’ora e mezza ciascuno. Dal presidio di giustizia minorile aquilano riferiscono che c’è possibilità che i due gemelli di 7 anni e la bimba di 8 anni possano essere affidati al papà, la cui figura esce rafforzata soprattutto nell’ultima ordinanza del Tribunale minorile. Dalle valutazioni del provvedimento del 5 marzo emerge un netto distinguo tra la condotta dei due genitori: mentre per la madre, è stato disposto l’allontanamento dalla comunità per comportamenti ostativi e pregiudizievoli, la figura del padre è stata descritta come collaborativa e adeguata.

L’uomo è definito dai giudici “supporto fondamentale per la gestione del nucleo familiare, capace di mediare durante i momenti di tensione e di rassicurare la moglie”. La relazione tra l’uomo e i figli è positiva: negli incontri settimanali il padre ha dimostrato capacità di ascolto e assistenza morale, creando un clima sereno e rilassato, molto apprezzato dai bambini. Nonostante la sospensione della responsabilità genitoriale, inizialmente disposta per entrambi a causa della mancata scolarizzazione dei figli e della scarsa cooperazione iniziale, la posizione del padre è sensibilmente migliorata. L’ordinanza incarica il tutore e i servizi sociali di valutare un’ulteriore intensificazione dei contatti in presenza e a distanza, aprendo così la strada a un futuro affidamento al padre per garantire ai minori uno sviluppo relazionale e sociale corretto.

I giudici hanno respinto i “toni aggressivi” e spiegato le motivazioni alla base delle decisioni. Non tutti ricordano che questa storia è iniziata diversi mesi fa dopo che l’intera famiglia era finita in ospedale intossicata dai funghi e che i bambini rifiutavano il sondino nel naso su indicazione appunto della madre. In questo clima i magistrati che si sono occupati del caso non sono sono stati attaccati, ma anche minacciati sui social. Per questo è stato deciso di innalzare la vigilanza nei confronti della presidente del Tribunale dei minori dell’Aquila, Cecilia Angrisano, che aveva già una protezione per via del ruolo.

La notizia, anticipata dal quotidiano il Centro, è stata confermata da fonti qualificate. La presidente era finita nell’occhio del ciclone in seguito all’ordinanza con cui dispose la sospensione della responsabilità genitoriale Proprio ieri la stessa presidente, insieme con il procuratore David Mancini, aveva affidato ad una nota la replica alle polemiche sull’ordinanza di allontanamento di mamma Catherine dalla struttura protetta. “Ogni iniziativa giudiziaria” di competenza dei giudici minorili – le loro parole – “è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione