Volvo ES90, la prova de Il Fatto.it – Il silenzio del lusso a elettroni – FOTO
Ci sono auto che fanno rumore e altre che scelgono il silenzio. La Volvo ES90, nuova ammiraglia elettrica della casa di Göteborg, appartiene alla seconda categoria: non vuole impressionare ma convincere. E dopo averla guidata tra Bologna e i colli di Forlì è chiaro che la sua carta vincente è proprio questa: la capacità di far viaggiare nel massimo comfort, con una tecnologia che lavora quasi in silenzio.
La ES90 mescola l’eleganza di una berlina, la praticità di una fastback e lo spazio di un suv. Il frontale è dominato dalla firma luminosa “Martello di Thor”, la fiancata è pulita con maniglie a scomparsa e la linea del tetto scende verso il posteriore dando slancio alla vettura. Il risultato è un design essenziale, senza effetti scenografici ma molto equilibrato.
Le dimensioni sono importanti: 5 metri di lunghezza, 2,12 di larghezza e 1,54 di altezza. Quando si sale a bordo si viene accolti da un ambiente che trasmette calma e qualità. Linee pulite, pochi elementi e un’atmosfera rilassante trasformano l’abitacolo in un posto piacevole dove passare il tempo, soprattutto nei viaggi lunghi. Il passo di 3,1 metri garantisce spazio per cinque persone e per i bagagli: il bagagliaio va da 434 a 1.427 litri, più un piccolo vano anteriore da 22 litri per i cavi di ricarica. Tra gli optional più interessanti c’è il tetto elettrocromico – di serie sull’allestimento Ultra – che rende l’interno ancor più accogliente e luminoso, filtra fino al 99,9% dei raggi UV e può essere oscurato con un comando sul display centrale.
La prima cosa che colpisce guidandola, come detto, è il silenzio. Volvo dichiara che la ES90 ha i livelli di rumorosità interna più bassi mai ottenuti su una sua vettura e la sensazione è proprio quella di muoversi dentro una bolla. Un ambiente ovattato dove tutto scorre in modo fluido, quasi come se l’auto viaggiasse su binari magnetici. A rendere l’esperienza ancora più immersiva c’è l’impianto audio Bowers & Wilkins con 25 diffusori e oltre 1.600 watt di potenza, compatibile con Dolby Atmos e con la modalità Abbey Road Studios: una sala da concerto viaggiante.
Il tutto all’insegna della sostenibilità. La ES90 è prodotta in una fabbrica climate neutral alimentata al 100% da energie rinnovabili e utilizza materiali riciclati: 29% di alluminio, 18% di acciaio e 16% di polimeri plastici. Per gli interni Volvo ha scelto il rivestimento Nordico, realizzato con materiali da riciclo.
Se per qualcuno la tecnologia in auto significa solo grandi schermi, qui ce ne sono due: uno da 9 pollici davanti al guidatore e uno centrale da 14,5 per l’infotainment. A bordo ci sono tutti i servizi Google integrati – Assist, Maps, Waze, Play Store – oltre ad Apple CarPlay e Android Auto wireless, compatibilità con Google Home, connettività 5G e head-up display sul parabrezza. Ma il vero cuore tecnologico è l’architettura Superset sviluppata da Volvo. Il suo cervello è il processore NVIDIA DRIVE AGX Orin, che rende la ES90 l’auto con la maggiore capacità di calcolo mai realizzata dal marchio: circa 508 trilioni di operazioni al secondo. Questa potenza alimenta i sistemi di sicurezza attiva e cresce nel tempo grazie agli aggiornamenti over-the-air. Non a caso la ES90 è la seconda Volvo Software Defined, dopo la EX90.
Un altro punto chiave è la nuova architettura elettrica a 800 volt, la prima su una Volvo. Significa ricariche più rapide ed efficienti rispetto ai sistemi tradizionali a 400 volt: i cablaggi sono più leggeri, la dispersione termica è minore e la batteria può accettare potenze più elevate senza surriscaldarsi. In condizioni ideali si possono recuperare circa 300 km di autonomia in 10 minuti e passare dal 10 all’80% in circa 22 minuti con colonnine da 350 kW. Fondamentale il pre-condizionamento della batteria, che si attiva automaticamente se c’è una rotta impostata nel navigatore, oppure manualmente.
La nostra prova è stata organizzata proprio per mettere alla prova questa tecnologia. Siamo partiti con pochissima autonomia e l’obiettivo era arrivare a una colonnina con la batteria più scarica possibile. Dopo circa un’ora tra autostrada e statale siamo arrivati con il 14% di carica a una stazione Ionity. Il risultato? In meno di dieci minuti eravamo già oltre il 50%. Grazie all’accordo con Volvo le tariffe sono scontate e, dove disponibile, si può usare anche la tecnologia Plug & Charge.
Una volta ripartiti, il viaggio diventa davvero rilassante perché la ES90 è un’auto votata al comfort. Due le motorizzazioni disponibili: la Single Motor a trazione posteriore con 333 CV e 480 Nm, batteria da 92 kWh e fino a 651 km di autonomia; oppure le Twin Motor a trazione integrale da 449 CV o 680 CV nella versione Performance, con batterie da 106 kWh e autonomia fino a 700 km. L’auto del nostro test era la Single Motor e, sinceramente, sembra già la scelta più equilibrata: spinge sempre con decisione, lo sterzo è preciso e la frenata molto rassicurante. L’allestimento Ultra aggiunge sospensioni pneumatiche a doppia camera e telaio attivo che leggono la strada e adattano l’assetto in tempo reale. Anche sulle curve dei colli romagnoli la macchina resta composta e molto confortevole.
Alta da terra 18 cm come un crossover ma con una linea quasi da coupé, la ES90 ha un baricentro basso grazie al pianale delle batterie e un coefficiente aerodinamico di 0,25, il migliore mai raggiunto da Volvo. Alla guida non ci si sente mai soli: la tecnologia Safe Space controlla costantemente ciò che accade a bordo. Il Driver Understanding System monitora lo stato psicofisico del conducente e, se necessario, può fermare l’auto in sicurezza. L’Interior Sensing rileva movimenti minimi – persino il respiro di un neonato – per evitare che persone o animali restino accidentalmente nell’auto. La tecnologia qui non è fine a se stessa: serve davvero a rendere il viaggio più semplice e sicuro.
Certo, la ES90 è una vettura di nicchia – una berlina elettrica che parte da 73.500 euro – ma rappresenta una dichiarazione d’intenti importante per Volvo. Durante la presentazione del modello, Michele Crisci, presidente e amministratore delegato di Volvo Cars Italia, ha ricordato che nei dieci principali Paesi europei nel 2025 sono state immatricolate 2,24 milioni di auto elettriche, pari al 21,1% del mercato. In Norvegia la quota sfiora il 100%, mentre Olanda e Belgio sono intorno al 40% e Germania, Regno Unito e Francia superano stabilmente il 20%.
Il confronto con l’Italia resta però impietoso: 6,2% di penetrazione. “Ma non è una questione di pubblico – ha detto Crisci – il problema è che non si vuole davvero favorire l’adozione dell’elettrico”. Nonostante il contesto, Volvo Car Italia continua a crescere: nel 2025 ha immatricolato 2.024 auto elettriche, pari al 14,1% del proprio mix. Nei primi due mesi del 2026 la quota è già salita al 20,8% e l’obiettivo è arrivare al 25,5% entro fine anno. Anche grazie a modelli come la nuova ES90.