Referendum, sul sorteggio dei giudici al Csm Marina Berlusconi supera perfino il padre Silvio
“L’argine all’influenza della politica all’interno del Csm è il sorteggio”, ha scritto Marina Berlusconi nella lettera affidata a Repubblica. Ma certo non ha attribuito l’idea a suo padre. Sarebbe stato difficile visto che giusto nel 2010, quando Silvio Berlusconi era premier e Guardasigilli Angelino Alfano, l’Italia era tra i paesi europei che a Bruxelles sottoscriveva una storica Raccomandazione intitolata così: “Judges: independece, efficiency and responsibilities”. Al punto 27, parlando dei Consigli di giustizia, come il nostro Csm, era possibile leggere questa frase: “Almeno la metà dei membri di tali consigli devono essere i giudici scelti da parte dei loro colleghi di tutti i livelli del sistema giudiziario e nel rispetto del pluralismo all’interno del sistema giudiziario”.
Era il 17 novembre del 2010. Agli atti non resta traccia di un dissenso italiano sulle raccomandazioni della Ue. Quattro anni prima, quando il Cavaliere si lancia, poi sconfitto, nella riforma costituzionale, tra le modifiche all’articolo 104 sul Csm si può leggere solo il nuovo sistema d’elezione dei laici “per un sesto dalla Camera e per un sesto dal Senato federale della Repubblica”. Parità di rappresentanza tra laici e togati dunque, ma niente sorteggio. L’unico sorteggio che piaceva a Berlusconi era quello delle squadre che incontrava il suo Milan nelle coppe europee quando che vinceva di continuo.
E arriviamo al 2025, mentre Meloni e Nordio puntano tutto sul sorteggio secco dei togati, nel Rule of Law Report l’Europa conferma la linea del 2010 sui Councils for the judiciary, sulla loro indipendenza, nonché sulla composizione, ripetendo le stesse parole scritte 15 anni prima. In Italia vengono battezzate come la “Magna carta dei giudici” e a tradurre la risoluzione è Raffaele Sabato, oggi giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. Il punto 27, che la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere sta per stravolgere col sorteggio, è sempre identico. Un principio su cui né Berlusconi, né tantomeno Alfano, ebbero da ridire. Ma che sta per essere cancellato. Come il Guardasigilli Carlo Nordio ha ignorato le regole europee sull’abuso d’ufficio, ora sta per farlo sul sorteggio dei togati che tra i partner Ue esiste solo in Grecia.
Maria Rosaria Guglielmi, presidente di Medel, l’Associazione dei magistrati europei per la democrazia e le libertà, è netta: “Con l’introduzione del sorteggio ci poniamo in contrasto con gli standard europei che nei Consigli di giustizia richiedono magistrati eletti dai loro pari per garantire la più ampia rappresentatività rispetto alle funzioni e alla composizione della magistratura”. “La raccomandazione del 2010 – si accalora Guglielmi – ha anche precisato che essi devono essere scelti da giudici di uffici di tutti i livelli, nel rispetto del pluralismo all’interno del sistema giudiziario”. Magistrata espertissima delle regole europee, oggi tra i pm di Eppo, lo European public prosecutor’s office, Guglielmi considera la raccomandazione Ue, mai violata finora, un libro comune per tutti. Con il sorteggio invece l’Italia “mette in crisi l’indipendenza dei sistemi giudiziari nonché lo stesso Stato di diritto che non è solo un affare di rilevanza interna, bensì un valore condiviso sul quale si fonda l’Europa”.
Guglielmi ricorda che anche nel rapporto del 23 ottobre 2025 sulla giustizia italiana Margaret Sattherwaite, la Special Rapporteur dell’Onu sull’indipendenza dei giudici, parla di Csm dove “la maggioranza dei membri siano giudici eletti dai loro pari”. Il giurista dell’Università Statale di Milano Gianluigi Gatta definisce “un vulnus all’Europa” il sorteggio dei togati del Csm perché “sarebbe anche del tutto eccentrico e contrario alle raccomandazioni internazionali”. “In un clima di continui attacchi alla magistratura – dice ancora Gatta – verrebbe visto come un vistoso indebolimento della garanzia d’indipendenza dal potere politico di giudici e pm”.