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Il ministro Nordio “censura” Bartolozzi: “Si scusi per la frase sui magistrati”

A sera il guardasigilli prende le distanze ("Mi dispiace") dai toni usati dalla sua capa di gabinetto, che in un dibattito tv ha detto: "Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione"
Il ministro Nordio “censura” Bartolozzi: “Si scusi per la frase sui magistrati”
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“Mi dispiace per le parole usate dal mio capo di gabinetto. Anche se pronunciate nel contesto di un confronto televisivo lungo e acceso, quell’affermazione è apparsa un attacco all’intera magistratura“. È sera quando il ministro della Giustizia Carlo Nordio interviene per provare a chiudere il caso scatenato dalle parole pronunciate in tv da Giusi Bartolozzi, la sua capa di gabinetto, parlando del referendum sulla riforma della giustizia: “Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione.

In una nota, il guardasigilli prende le distanze dai toni usati dalla sua più stretta collaboratrice. E di fatto le impone di chiedere scusa: dopo aver scritto che “la riforma non indebolisce in alcun modo la magistratura né intende attaccare i magistrati, bensì punta a restituire loro prestigio e autorevolezza”, aggiunge che Bartolozzi “ha già chiarito che si riferiva a una piccola parte di giudici politicizzati e sicuramente non avrà alcuna difficoltà a scusarsi per parole che sono certo non rispecchiano il suo pensiero e la stima che ha della magistratura, di cui, tra l’altro lei stessa fa parte”.

La presa di posizione arriva al termine di una giornata di polemiche scatenate da quel passaggio del dibattito televisivo a cui Bartolozzi ha partecipato su Telecolor Sicilia, nel corso di un confronto sul referendum costituzionale. Magistrata, ex parlamentare di Forza Italia dal 2018 al 2022, Bartolozzi ha cercato di ridimensionare il senso della frase sostenendo che il suo riferimento era solo a “una piccola parte” della magistratura. “Nel corso della trasmissione ho più volte precisato che la gran parte dei magistrati sono eccellenti professionisti”, ha spiegato, aggiungendo che «solo una piccola parte, purtroppo quella correntizzata, governa però il sistema”. Spiegazioni che non hanno però placato le reazioni delle opposizioni, che hanno chiesto le sue dimissioni.

La polemica si è allargata anche a un altro passaggio del confronto televisivo, quando Bartolozzi, parlando con il consigliere togato del Csm Marco Bisogni, ha detto: “Io ho un’inchiesta in corso, io scapperò da questo Paese”. Una frase che la stessa capa di gabinetto ha poi definito “una boutade“. Bartolozzi rischia di finire a processo nell’inchiesta sul caso Almasri: i pm la accusano di falsa testimonianza per aver fornito, secondo l’accusa, informazioni consapevolmente infondate su alcuni passaggi della vicenda legata al rilascio del generale libico su cui pendeva un mandato di cattura della Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità.

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