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“Toni aggressivi. Le nostre decisioni ispirate dalla tutela dei minori”, la nota dei magistrati sul caso della famiglia nel bosco

La presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, e il procuratore della Repubblica, David Mancini: "Le sofferte e delicate decisioni in materia e particolarmente quelle incidenti sull'allontanamento dei minori dal contesto familiare non originano mai da posizioni ideologiche o pregiudiziali"
“Toni aggressivi. Le nostre decisioni ispirate dalla tutela dei minori”, la nota dei magistrati sul caso della famiglia nel bosco
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“Toni aggressivi e non continenti”. Sul caso della cosiddetta famiglia del bosco dopo i vari interventi, compresi quello della premier Giorgia Meloni, intervengono con una nota la presidente del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, Cecilia Angrisano, e il procuratore della Repubblica, David Mancini. Comunicato che arriva nel giorno in cui il ministero della Giustizia, guidato dal Guardasigilli Carlo Nordio, ha avviato l’iter per inviare ispettori per approfondire le decisioni prese in merito alla vicenda della famiglia, in particolare dopo l’ordinanza che ha disposto l’allontanamento della madre dai figli. Decisione che era stata anticipata dalla premier Giorgia Meloni in un’intervista televisiva l’8 marzo, durante la quale ha collegato la vicenda del bosco alla campagna referendaria, denunciando “letture ideologiche” da parte della magistratura.

Proprio in risposta al clamore mediatico, i vertici degli uffici minorili dell’Aquila hanno diffuso una nota congiunta per chiarire il loro operato. “In considerazione del clamore mediatico suscitato da recenti vicende giudiziarie, tuttora in fase istruttoria da più parti commentate anche con toni aggressivi e non continenti, è premura dei magistrati che lavorano presso gli uffici giudiziari minorili ed in particolare, presso il Tribunale per i minorenni di L’Aquila e la Procura minorile di L’Aquila, affermare che ogni iniziativa giudiziaria di loro competenza è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età, come sanciti nella Costituzione e nelle fonti di diritto internazionale”.

“Ogni procedimento minorile prevede tempi di valutazione e accertamento volti ad individuare e realizzare il superiore interesse dei minori coinvolti, per la cui determinazione ci si avvale anche del contributo delle scienze specialistiche di riferimento e dei servizi pubblici dedicati alla tutela dei minori”, precisano i magistrati, sottolineando che “le sofferte e delicate decisioni in materia e particolarmente quelle incidenti sull’allontanamento dei minori dal contesto familiare non originano mai da posizioni ideologiche o pregiudiziali contro i genitori, ma mirano sempre a realizzare il benessere del minore, soggetto di diritti”.

Secondo Angrisano e Mancini, “l’assicurazione della corretta crescita del minore e della serena evoluzione della sua personalità è il principio guida dell’azione giudiziaria degli uffici minorili che viene condotta con attenzione, sensibile partecipazione e coinvolgimento dei soggetti adulti che si pongano in posizione collaborativa”. I magistrati concludono con un appello al rispetto della privacy e delle istituzioni: “Si auspica, perciò, che la collettività comprenda quanto il rispetto delle vite private dei soggetti coinvolti e di tutte le istituzioni chiamate ad operare sia fondamentale per la miglior gestione di queste sofferte vicende umane per le quali è istituzionalmente all’autorità giudiziaria minorile il compito di assumere decisioni, eventualmente sindacabili nei successivi gradi di giudizio”.

Oggi il padre dei tre bambini per il terzo giorno consecutivo è arrivato nella casa famiglia dove sono ospitati i figli, accompagnato dalla zia e dalla nonna dei piccoli, arrivate dall’Australia per stare vicine alla madre Catherine. Il clima nella struttura è apparso disteso: zia Rachel è stata vista passeggiare nel cortile con i nipoti, per qualche minuto di gioco con le biciclette, mentre Nathan e la nonna sono rimasti all’interno. Intanto, gli avvocati della famiglia, Marco Femminella e Danila Solinas, presenteranno oggi alla corte d’Appello un ricorso per chiedere la sospensiva dell’ordinanza del Tribunale.

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