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“Un virus che può restare in agguato per anni prima di togliere la vita a un bambino innocente”. Bassetti spiega il caso di un bimbo morto per una complicanza del morbillo

Aveva contratto il virus a 7 mesi, ma anni dopo una rara complicanza gli ha distrutto il cervello. L'infettivologo: "Tragedia prevenibile"
“Un virus che può restare in agguato per anni prima di togliere la vita a un bambino innocente”. Bassetti spiega il caso di un bimbo morto per una complicanza del morbillo
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Un bambino di sette anni è deceduto dopo tre mesi di deterioramento cognitivo e convulsioni. Il tragico caso, riportato sul New England Journal of Medicine, è stato commentato sui social da Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino (GE) ed esperto infettivologo. “L’articolo – scrive Bassetti – descrive la tragica morte di un bambino di sette anni a causa di panencefalite subacuta sclerosante (Pess), una rara complicanza del morbillo universalmente fatale. Il paziente aveva contratto l’infezione a sette mesi: anni dopo, il virus, che era mutato ed era rimasto dormiente nel suo organismo, ha iniziato a distruggergli il cervello”.

Il bimbo ha sperimentato convulsioni e declino emotivo, perdendo anche la capacità di parlare. A distanza di un anno dalla comparsa dei sintomi, il bambino è deceduto. “La Pess – continua l’infettivologo – è particolarmente insidiosa perché può ripercuotersi a ritroso da sei a otto anni dopo l’infezione iniziale, colpendo bambini che sembravano essere completamente guariti dal virus”.

“Questo caso rappresenta un terribile avvertimento – aggiunge ancora Bassetti – mentre Stati Uniti, Uk e anche Italia affrontano la peggiore recrudescenza del morbillo degli ultimi decenni. Sebbene molti percepiscano il morbillo come una malattia infantile di routine, i rischi neurologici sono gravi: circa un bambino infetto su 1.000 sviluppa un’infiammazione cerebrale acuta e uno su 25.000 rischia la condanna a morte della Pess – conclude – Con centinaia di ricoveri ospedalieri e molteplici decessi, bisogna dire che queste tragedie sono del tutto prevenibili”.

Nel paper pubblicato a febbraio, si legge che il piccolo aveva contratto il morbillo all’età di sette mesi, in Afghanistan, dove il virus è endemico. Dopo sette anni, l’equipe medica che lo ha accolto al momento del ricovero ha diagnosticato la panencefalite sclerosante subacuta, nonostante i reperti atipici della risonanza magnetica. La Pess, spiegano gli esperti, è una malattia neuroinfiammatoria progressiva associata a un’infezione persistente da virus del morbillo, può restare latente per diversi anni ma è associata a un decorso mortale. “La vaccinazione – conclude Bassetti – resta l’unica difesa efficace contro un virus che può restare in agguato per anni prima di togliere la vita a un bambino innocente”.

Lo studio sul New England Journal of Medicine: https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMicm2504828

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