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Ultimo aggiornamento: 9:44

Dalle mestruazioni alla contraccezione, presentato il libro “Utero con vista”: “Non si parla abbastanza dell’organo femminile”

Domitilla Pirro e Benedetta Petroni raccontano la salute riproduttiva femminile, tra stereotipi e rappresentazioni mancanti
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“Il corpo femminile è mostruoso, dai quindici anni in poi ce lo chiarisce qualunque parente e ce lo diciamo da sole quando pensiamo che nessuno ci senta”. Questa è la frase di presentazione, che si legge nel retro del libro Utero con vista, scritto da Domitilla Pirro e Benedetta Petroni e presentato alla Camera dei Deputati con la giornalista del Fatto Quotidiano Silvia D’Onghia. Il testo, che analizza l’intero organo femminile, ha come obiettivo quello di “gettare uno sguardo empatico e intersezionale sulla salute riproduttiva delle donne, destreggiandosi in mezzo agli stereotipi più radicati”. All’interno del volume si trovano, come racconta Domitilla Pirro, coautrice del testo, testimonianze, dati, fatti di cronaca, ma anche storie che le autrici hanno raccolto negli ultimi anni, alcune delle quali hanno preso spunto da un loro lavoro precedente: il podcast A Gambe Larghe. Gli argomenti sono molteplici, si va dalle mestruazioni alla contraccezione, dalle inseminazioni all’interruzione volontaria di gravidanza, fino alla menopausa e alla violenza ginecologica.
“Nella parte dedicata alle rappresentazioni – racconta Benedetta Petroni, coautrice del testo – abbiamo analizzato film, serie tv, romanzi e anche videogiochi. Nel capitolo sull’ovaio policistico, ci siamo rese conto che non abbiamo trovato nessuna protagonista che soffrisse di questa problematica. Questo vuol dire che nel momento in cui una persona riceve la diagnosi, potrebbe proprio non sapere dell’esistenza dell’ovaio policistico.”
Durante la conferenza non sono mancati i richiami all’attualità, come la necessità dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuola per scardinare alcuni stereotipi ancora molto forti e presenti all’interno della nostra società. “L’Italia è uno dei pochi Paesi in Europa che non ha l’educazione sessuale nelle scuole – dichiara Sara Ferrari, deputata del Partito democratico – e invece ne abbiamo bisogno per costruire questa consapevolezza sulle tematiche di genere”. “Consapevolezza necessaria per le stesse donne – le fa eco la collega Ilenia Malavasi – che devono trovare la forza di parlare, denunciare, farsi ascoltare”.

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