Nucleare civile e militare, per Macron sono una cosa sola. A Parigi il summit internazionale
Il 10 marzo Parigi ospita il secondo summit internazionale sul nucleare civile. A una settimana dal discorso di Brest sul rafforzamento della deterrenza nucleare francese, con un possibile coordinamento più stretto con i partner europei, e l’aumento delle testate nucleari, in un contesto di crescente tensione internazionale, Emmanuel Macron torna dunque a parlare di atomo, questa volta nella sua dimensione “pacifica”. Di fatto, nella visione strategica dell’Eliseo le due dimensioni sono complementari: “Senza nucleare civile non c’è nucleare militare e senza nucleare militare non c’è nucleare civile”, aveva detto Macron già nel dicembre 2020, in un lungo discorso pro-nucleare al sito industriale di Framatome. Discorso in cui aveva annunciato al tempo stesso investimenti per lo sviluppo di piccoli reattori modulari di nuova generazione, più “verdi”, e la costruzione della futura portaerei a propulsione nucleare che dal 2038 sostituirà la Charles de Gaulle, proprio in questi giorni schierata nel Mediterraneo orientale a fini difensivi nel conflitto tra Israele-Stati Uniti e Iran.
Martedì prossimo, saranno riuniti alla Seine Musicale, la sala di concerti dell’Île Seguin, poco fuori Parigi, una sessantina di Paesi, organizzazioni internazionali, istituzioni finanziarie e aziende del settore. Sono attesi capi di Stato e di governo, i vertici dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea. Il summit punta, secondo fonti dell’Eliseo, a “creare un nuovo slancio con l’insieme dei Paesi presenti per riconoscere il nucleare come elemento di primo piano della transizione energetica che contribuisce alla decarbonizzazione del sistema energetico nel suo complesso”. L’obiettivo è trasformare in “road map concreta e condivisa” l’impegno assunto alla COP28 di Dubai del 2023 da una trentina di Paesi: triplicare la capacità nucleare nel mondo entro il 2050.
Sul suo sito web, il ministero francese degli Esteri sottolinea che “oggi l’atomo produce circa il 10% dell’elettricità mondiale e che per molti Paesi rappresenta un complemento essenziale alle rinnovabili per garantire una produzione stabile e decarbonizzata”. Il summit parigino punta allora “a promuovere gli scambi tra gli Stati che hanno già un programma nucleare e quelli che stanno valutando di intraprendere questa strada, in particolare nelle economie emergenti”. Ma consentirà anche, si legge ancora, “di mettere in evidenza gli usi pacifici dell’atomo, nel rispetto degli impegni internazionali, in vista della Conferenza di revisione del Trattato di non proliferazione nucleare prevista nella primavera del 2026”.
È qui che entra in campo la “complementarità” che Macron difende dal 2020: “Contrapporre il nucleare civile e quello militare in termini di produzione, così come in termini di ricerca, non ha senso per un Paese come il nostro”, aveva detto a Framatome. Per Macron, il nucleare resta uno dei pilastri della “sovranità energetica” del Paese: è il terzo settore industriale in Francia, con 3.000 aziende e oltre 220.000 posti di lavoro.
L’ultimo programma pluriennale dell’energia (PPE), pubblicato a febbraio, conferma la costruzione di sei nuovi reattori EPR2 entro il 2038 (per un costo stimato di oltre 70 miliardi di euro), con l’obiettivo di rinnovare il parco nucleare nazionale e rafforzare la competitività dell’industria francese. Parigi continua quindi a promuovere così la sua visione di un nucleare civile pulito e sicuro. Ma la Francia, dopo la Brexit, è anche l’unica potenza nucleare dell’Unione europea. E strategicamente il nucleare civile si mette al servizio dell’industria militare del Paese. Dal 2024, EDF, la maggiore azienda produttrice e distributrice di energia, al 100% statale, che gestisce i 58 reattori nucleari del parco francese, collabora con l’esercito, mettendo a disposizione la sua centrale di Civaux, nella Vienne, per la produzione del trizio, un gas indispensabile per il funzionamento delle armi nucleari.