Il mondo FQ

Il Qatar avverte: “La guerra rischia di bloccare l’export di energia dal Golfo: così crollerà l’economia globale”. E il Cremlino: “Aumentano le domande per le nostre forniture”

La previsione di Doha: prezzo del petrolio a 150 dollari al barile. Già in rialzo il Brent. La Cina preme su Teheran per garantirsi greggio attraverso lo stretto di Hormuz. Intanto gli Usa concedono la deroga all'India per comprare dalla Russia
Il Qatar avverte: “La guerra rischia di bloccare l’export di energia dal Golfo: così crollerà l’economia globale”. E il Cremlino: “Aumentano le domande per le nostre forniture”
Icona dei commenti Commenti

La guerra in Iran scatenata dagli attacchi di Usa e Israele contro Teheran rischia di innescare una crisi petrolifera e rincari energetici su vasta scala. India e Cina provano mettere in sicurezza le loro forniture, mentre il Financial Times ha rilanciato l’allarme del ministro dell’energia del Qatar Saad al-Kaabi. Secondo il governo di Doha, il conflitto in Medio Oriente potrebbe costringere i paesi del Golfo Persico a interrompere le spedizioni di energia nel giro di poche settimane, con l’effetto di far salire drasticamente i prezzi del petrolio. “Ciò farà crollare le economie mondiali” avverte Saad al-Kaabi alla testata finanziaria londinese. La previsione del Qatar, se la guerra continuasse, è l’impennata alle stelle dei prezzi dell’energia con la frenata della crescita globale. Dopo il monito del ministro del ministro di Doha. Il Wti (West Texas Intermediate, uno degli indicatori del prezzo) è salito del 4% a 84,22 dollari, mentre il Brent avanza del 2% a 87,1 dollari. Ed è in questa situazione che rischia di impazzire che si fa avanti il Cremlino: “La domanda di risorse energetiche russe – dice il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov – è aumentata significativamente a causa dell’aggravarsi della situazione in Medio Oriente, in particolare con le difficoltà di attraversamento dello Stretto di Hormuz”. “Stiamo registrando un significativo aumento della domanda di risorse energetiche russe, di energia, in relazione alla guerra in Iran”, ha affermato il portavoce di Vladimir Putin. Mosca fa sapere insomma che la Russia è “in grado di garantire la continuità di tutte le forniture previste dai contratti” e continua le forniture in particolare a Pechino e New Delhi.

Il monito di Doha: tutti i Paesi del golfo interromperanno la produzione di energia

Secondo la previsione del ministro dell’energia del Qatar, riferita dal Financial Times, tutti gli esportatori di energia del Golfo interromperanno la produzione nel giro di pochi giorni, portando il prezzo del petrolio a 150 dollari al barile. Il Qatar ha interrotto la produzione di gas naturale liquefatto (Gnl) dopo gli attacchi di droni iraniani contro gli impianti di Ras Laffan e Mesaieed. Malgrado l’export di gas verso l’Europa sia limitato, secondo il ministro di Doha gli effetti sul Vecchio continente saranno notevoli. Anche perché altri paesi del Golfo si troveranno nell’impossibilità di rispettare i propri obblighi contrattuali.

La Cina dialoga con l’Iran per garantirsi il greggio

Il governo cinese starebbe parlando con quello iraniano per consentire il passaggio sicuro delle navi che trasportano greggio e gas naturale liquefatto dal Qatar attraverso lo Stretto di Hormuz, secondo l’agenzia di stampa britannica Reuters. La guerra in Medio Oriente sta creando diversi problemi per l’approvvigionamento cinese visto che, a seconda delle stime, da Hormuz passa circa il 45% del suo petrolio. Secondo Reuters, i dati di tracciamento delle navi hanno mostrato una nave chiamata ‘Iron Maiden’, mentre attraversava lo Stretto durante la notte dopo aver cambiato la sua segnalazione in “proprietario cinese”.

Gli Usa concedono all’India una deroga per importare petrolio russo

Per incrementare la forniture petrolifere verso il mercato globale, gli Usa hanno allentano le sanzioni sulla Russia, consentendo alle raffinerie indiane di acquistare milioni di barili di petrolio del Cremlino, a patto che sia stato caricato sulle petroliere entro il 5 marzo 2026. La mossa prevede “una deroga temporanea di 30 giorni” e fino agli inizi di aprile, ha scritto il segretario al Tesoro Scott Bessent in un post su X: “Questa misura, deliberatamente a breve termine, non fornirà significativi benefici finanziari al governo russo, poiché autorizza solo transazioni che riguardano petrolio già bloccato in mare”, ma “allevierà la pressione causata dal tentativo dell’Iran di prendere in ostaggio l’energia globale”, “per consentire al petrolio di continuare a fluire nel mercato globale”. “L’India è un partner essenziale degli Stati Uniti e prevediamo che Nuova Delhi aumenterà gli acquisti di petrolio statunitense”, ha aggiunto Bessent.

L’accordo commerciale chiuso da Trump con l’India imponeva a Nuova Delhi l’acquisto di petrolio da altri fornitori: stop alle importazioni a basso costo dalla Russia, per non foraggiare la macchina bellica di Putin. Il presidente Usa aveva usato la minaccia dei dazi al 50% sui prodotti indiani importati, per indurre l’India ad accettare l’intesa. L’India si è rivolta ai Paesi del Golfo per acquistare i barili, ma la guerra in Iran e le tensioni sulla rotta commerciale dello stretto di Hormuz rischiavano di lasciare a secco l’industria indiana. Ecco perché gli Usa hanno lasciato uno spiraglio di 30 giorni. Ora la Russia tornerebbe in una posizione di vantaggio nel mercato del greggio, e secondo il New York Times “dovrebbe anche essere in grado di applicare prezzi più alti”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione