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“La scuola femminile in Iran probabilmente bombardata dagli Usa”: la rivelazione delle fonti Usa

A scriverne è l'agenzia Reuters che cita due funzionari statunitensi. Il 4 marzo il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva confermato che Washington sta indagando sulla strage. In quell'area in questi primi sei giorni di guerra hanno operato le forze armate degli Stati Uniti
“La scuola femminile in Iran probabilmente bombardata dagli Usa”: la rivelazione delle fonti Usa
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Potrebbe esserci la mano degli Stati Uniti dietro il bombardamento della scuola elementare Shajaba Tayyiba di Minab, che secondo resoconti locali difficilmente verificabili sabato 28 febbraio ha causato la morte di almeno 170 persone, tra cui decine di studentesse. Lo hanno rivelato a Reuters due funzionari statunitensi. Il 4 marzo il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth aveva confermato che le autorità di Washington stanno conducendo un’inchiesta sulla strage.

Gli investigatori militari statunitensi, riferisce l’agenzia, ritengono probabile che le forze statunitensi siano responsabili dell’attacco, ma non hanno ancora raggiunto una conclusione definitiva né completato le indagini. Minab è un centro di 70 mila abitanti della provincia di Hormozgan, nel sud dell’Iran, a 25 km dalla costa del Mare di Oman, vicino allo Stretto di Hormuz. Secondo rilevazioni compiute dalla Cnn, la scuola Shajaba Tayyiba si trova a circa 60 metri da una base navale dei Guardiani della rivoluzione. In quell’area in questi primi sei giorni di guerra hanno operato le forze armate degli Stati Uniti.

La circostanza era emersa nei giorni scorsi da fonti militari israeliane. La Israeli Air Force ha operato contro basi, lanciatori e altre risorse militari nell’Iran occidentale e centrale, usati per scagliare i missili a lungo raggio contro lo Stato ebraico. L’esercito americano, invece, lo ha fatto nel meridione bombardando radar, infrastrutture logistiche e siti di lancio da dove partono gli ordigni a corto raggio che colpiscono le basi Usa nel Golfo.

“In questi primi giorni le US Joint Forces hanno continuato ad attaccare le capacità missilistiche e difensive iraniane lungo il confine meridionale”, ha confermato il 4 marzo il capo degli Stati maggiori congiunti americani, Dan Caine, in conferenza stampa al Pentagono con il segretario alla Difesa Hegseth. Una specifica geografica che non ha lasciato indifferenti i giornalisti presenti, uno dei quali ha domandato del bombardamento della scuola. “Naturalmente non prendiamo mai di mira obiettivi civili, ma stiamo esaminando la questione e stiamo indagando“, ha risposto Hegseth.

Il 28 febbraio era un sabato, che in Iran è il primo giorno della settimana. Alle 11.30, ora in cui la notizia del raid ha iniziato a circolare sui social network, bambini e insegnanti erano in classe. Un’analisi effettuata dal New York Times su post, foto e video realizzati da passanti, confermerebbe che la scuola è stata colpita negli stessi momenti in cui veniva colpita alla base navale. Un video, in particolare, mostra grandi colonne di fumo che si levavano contemporaneamente dall’area della struttura militare e dell’istituto scolastico. Il quotidiano newyorkese ha analizzato anche alcune immagini fornite da Planet Labs: le foto mostrano che diversi attacchi hanno colpito almeno sei edifici dei Pasdaran, oltre alla scuola.

Lunedì Marco Rubio ha detto ai giornalisti che gli Stati Uniti non prenderebbero mai di mira una scuola in maniera deliberata. “Se quello fosse stato un nostro attacco il Dipartimento della Guerra (come l’amministrazione Trump ha rinominato il Dipartimento della Difesa, anche se il finora il nuovo nome non è stato ancora ufficializzato in maniera formale, ndr) indagherebbe, e rimanderei la vostra domanda a loro”, ha detto il Segretario di Stato americano rispondendo ai cronisti.

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