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Ultimo aggiornamento: 13:03

Iran, Canfora: “Giornali hanno dimenticato la litania ‘aggressore-aggredito’. Si rischia allargamento del conflitto. L’Italia cosa fa?”

Lo storico è intervenuto alla presentazione del suo libro "Storia del suffragio universale", edito da PaperFirst, con Luca Sommi, e Miriam Mirolla
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“L’attacco unilaterale di Stati Uniti e Israele all’Iran? L’aspetto truce di questa situazione non è tanto quello che è sotto gli occhi di tutti, cioè un’aggressione. Mi aspettavo di sentire i nostri giornali ripetere la litania “aggressore, aggredito, aggressore, aggredito”. Ma in questo caso pare che l’Iran non sia aggredito, anzi la formula che ho letto in un giornale è ‘operazione geopolitica a sorpresa’”. Lo storico Luciano Canfora critica, non senza sarcasmo, l’atteggiamento dei media rispetto al racconto dell’attacco contro Teheran, nel corso della presentazione a Roma del suo libro “Storia del suffragio universale“, edito da PaperFirst. Alla presentazione hanno partecipato anche il giornalista e conduttore di Accordi & Disaccordi, Luca Sommi, e Miriam Mirolla, direttrice della Scuola di Cittadinanza del Fatto QuotidianoDomenico De Masi“.

Canfora contesta: “Ho sentito pure un’ex ambasciatrice che si chiama Mariangela Zappia, che con molta sicumera, ma anche tenacia, diceva che il problema va visto un po’ diversamente. Sembrava risentire il ministro degli Esteri Antonio Tajani il quale ebbe a dire che il ‘diritto internazionale vale fino a un certo punto’. Zappia diceva che in fondo ‘l’Iran è uno stato terrorista’, quindi lo possiamo colpire in quanto stato terrorista, non è più un’aggressione. È imbarazzante dover confutare pensieri di questo genere”. E ancora: “Si potrebbero allora elencare tutti gli Stati terroristi, a cominciare dagli Stati Uniti d’America. Così come il vero promotore poi dell’operazione geopolitica in questione è un altro Stato che non può non essere ormai purtroppo definito terrorista, cioè lo Stato d’Israele. Perché oltre ai 75mila morti di Gaza, lì c’è stata una cinica operazione per affamare la gente, farla morire di fame, distruggere le case, bloccare i camion che portavano il cibo. Se questo non è terrorismo, non so come definirlo”.

Canfora vede i rischi di un allargamento del conflitto: “Quello che non vedono i nostri giornali che si sono dimenticati la litania ‘aggressore-aggredito‘ è che questa può essere l’anticamera di un allargamento non controllabile del conflitto. Non per egoismo, noi tutti amiamo la pace non solo come valore in sé, ma anche come difesa personale, soggettiva, di sopravvivenza, di diritto. Questo è il germe di una guerra mondiale a tappe, come disse il Pontefice precedente. Non è un allarme generico, ormai comincia a diventare un allarme calato sul terreno specifico. Dove punta Trump facendo questo gesto gravissimo, contro una realtà statuale che non è fragile, manipolabile, come si è rivelato il Venezuela, giardino di casa degli Stati Uniti? L’Iran è una realtà con la quale si profila un conflitto lungo, ramificato, l’anticamera di un conflitto più grande. Questa scelta non potrà non coinvolgere le altre grandi potenze”. Avverte lo storico: “La Cina ha fatto sapere che se il conflitto durerà a lungo interverrà. Queste parole sono pesanti, dette da politici che non parlano alla leggera. Dopodiché si vorrebbe, non dico dal nostro ministro degli Esteri o da quello della Difesa, ma dalla presidente del Consiglio una presa di posizione chiara che metta in luce l’Italia cosa intende fare rispetto a questa guerra”.

Al contrario del silenzio italiano, Canfora ricorda come “la Spagna ha parlato chiaro. Mentre il fatto che Macron, presidente ormai in via di estinzione, mandi la corazzata tremenda Charles de Gaulle (la portaerei della Marina francese, ndr) che non serve a niente perché le portaeree americane che stanno lì bastano e avanzano per fare una guerra di lunga durata, è un gesto ridicolo di un piccolissimo Bonaparte. Cerchiamo di uscire da una situazione così grave in maniera dignitosa. Speriamo soprattutto che ci sia un’iniziativa diplomatica del nostro Paese”.

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