Il mondo FQ

Ribaltone al Monte dei Paschi: defenestrato l’amministratore delegato Lovaglio sgradito a Caltagirone (e indagato con lui)

In pole per la sostituzione l'amministratore delegato di Acea, Fabrizio Palermo, che gode della piena fiducia del costruttore-editore. Rispolverato anche Corrado Passera nonostante il disastro Illimity
Ribaltone al Monte dei Paschi: defenestrato l’amministratore delegato Lovaglio sgradito a Caltagirone (e indagato con lui)
Icona dei commenti Commenti

Non c’è pace a Siena, dove l’amministratore delegato del Monte dei Paschi, Luigi Lovaglio, sarà messo alla porta nonostante i suoi servigi. Il banchiere che dopo aver risanato il Monte ha portato a termine la conquista di Mediobanca e, quindi, delle Generali, non è gradito al socio forte Francesco Gaetano Caltagirone, si sa. Nonostante i toni subordinati delle telefonate con il costruttore-editore captate dagli investigatori nel corso delle indagini sulla scalata di Piazzetta Cuccia, Lovaglio non ha fatto mistero di avere una certa autonomia di pensiero sulla gestione della banca e, soprattutto, della preda appena conquistata. Ora però non gode più dell’ombrello del ministero dell’Economia, che pure gli ha rinnovato la sua fiducia e gratitudine per il risanamento di Siena, ma “il ruolo del governo è terminato”, come ha sintetizzato Giorgia Meloni nei giorni scorsi, annunciando che l’esecutivo non avrebbe partecipato alla scelta del nuovo vertice della banca toscana, benché il dicastero di Giancarlo Giorgetti abbia ancora in mano il 4,9% dell’istituto. Una scelta, quella di farsi da parte, che è stata resa più che opportuna dall’inchiesta giudiziaria sulla scalata a Mediobanca condita dalle indagini per insider trading a carico dell’ex rappresentante del Tesoro nel consiglio di Mps, Stefano Di Stefano.

La defenestrazione di Lovaglio è stata agevolata dalla richiesta della Banca Centrale Europea di inserire dei nomi di “altissimo profilo” nella lista dei candidati al nuovo consiglio di amministrazione di Mps, che viene promossa dal cda uscente con le nuove regole varate dal governo Meloni negli anni in cui Caltagirone usciva perdente dai tentativi di mettere le mani sul board delle Generali che si auto-rinnovava con il placet di Mediobanca. E così nei giorni scorsi sono spuntati, tra gli altri, i nomi di Fabrizio Palermo e Corrado Passera. Inizialmente accanto a Lovaglio e poi da soli, come candidati alternativi per il ruolo di capo azienda.

Il primo è un uomo che, nonostante il carattere notoriamente spigoloso, gode della piena fiducia di Caltagirone che l’ha nominato suo rappresentante nel consiglio delle Generali. Amministratore delegato di Acea, la società romana dell’acqua e della luce di cui il costruttore-editore ha in mano il 5% circa, Palermo è in procinto di concludere un mandato che si era aperto con il clamore delle accuse di sessismo da parte di alcune addette alla sicurezza che un’inchiesta svolta dal comitato etico interno aveva però definito infondate, tanto che il consiglio di amministrazione gli aveva prontamente rinnovato la fiducia. Ma il titolo per l’alto profilo non gli viene da Acea, bensì dal ruolo di amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, che era riuscito a conquistare a sorpresa nel 2018, complice lo scontro tra il titolare del Tesoro Giovanni Tria e i partiti di governo (Lega e M5S) che non vedevano di buon occhio il suo candidato, Dario Scannapieco, ritenuto troppo vicino a Mario Draghi. Ex ministro dello Sviluppo economico e delle infrastrutture con Mario Monti e prima ancora ex amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Passera è senz’altro più noto di Palermo al grande pubblico. Peccato che sia reduce dal disastro Illimity, la banca da lui fondata nel 2018 che è appena stata comprata dal cugino di John Elkann per 300 milioni di euro, un quarto di quanto valeva quattro anni prima. Colpa delle rettifiche al bilancio dovute a un’errata valutazione dei rischi connessi all’acquisto di pacchetti di crediti relativi a contenziosi tra imprese costruttrici ed enti pubblici. Accompagna il tandem il nome dell’ex capo di Lovaglio in Unicredit, Carlo Vivaldi. Ma nonostante l’affollamento, non sono in pochi a scommettere su Palermo. Tanto più che Passera avrebbe voluto fare il presidente, ruolo per il quale è stato ricandidato il presidente uscente Nicola Maione.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione