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Il Pentagono smentisce Trump: “Nessuna indicazione che l’Iran volesse colpire le basi Usa in Medio Oriente”

L'informativa dei funzionari del Dipartimento della Difesa al Congresso Usa è durata circa 90 minuti. Le affermazioni di Trump, hanno spiegato, non sono supportate da elementi di intelligence
Il Pentagono smentisce Trump: “Nessuna indicazione che l’Iran volesse colpire le basi Usa in Medio Oriente”
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Nessuna informazione in mano alla Difesa americana indicava la possibilità di un attacco iraniano agli Stati Uniti. La rivelazione pubblicata da Reuters, che cita funzionari del Pentagono sentiti nel corso di un briefing a porte chiuse al Congresso, domenica, smentisce le dichiarazioni allarmiste con le quali il presidente Donald Trump, nelle ultime settimane, ha preparato il Paese ai raid compiuti insieme a Israele contro la Repubblica Islamica. Non era vero, sostengono, che Teheran avesse in mente di sferrare attacchi preventivi alle basi Usa in Medio Oriente, tesi utilizzata dagli alti funzionari americani per giustificare l’azione che, confermano queste ultime indiscrezioni, è avvenuta in palese violazione del diritto internazionale.

L’informativa dei funzionari del Dipartimento della Difesa è durata circa 90 minuti nel corso dei quali i membri democratici e repubblicani di diverse commissioni per la Sicurezza Nazionale, sia al senato che alla Camera, hanno ascoltato gli ultimi aggiornamenti dei funzionari di Arlington. Questi, si legge, hanno confermato che i missili balistici e le milizie fedeli all’Iran nella regione rappresentano una minaccia imminente per gli interessi statunitensi, ma hanno comunque smentito l’esistenza di presunte informazioni di intelligence su un attacco alle forze statunitensi, hanno detto a Reuters le due fonti che hanno parlato in condizione di anonimato.

Trump ha affermato che l’attacco, che dovrebbe durare settimane, mirava a impedire all’Iran di possedere un’arma nucleare, a contenere il suo programma missilistico e a eliminare le minacce per gli Stati Uniti e i suoi alleati. Tuttavia, i Democratici hanno accusato Trump di aver condotto una guerra per scelta e hanno attaccato le sue argomentazioni a favore dell’abbandono dei colloqui di pace che il mediatore Oman aveva definito ancora promettenti. Trump ha potuto agire attaccando il Paese mediorientale nascondendosi dietro alla tesi, evidentemente senza prove, che l’Iran fosse sulla buona strada per assicurarsi presto la capacità di colpire gli Stati Uniti con un missile balistico. Secondo le fonti, la sua affermazione sul missile non è supportata dai rapporti dell’intelligence statunitense e sembra esagerata.

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