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Iran, colpito l’impianto nucleare di Natanz. L’Aiea: “Non possiamo escludere fuoriuscite di materiale radioattivo”

Rafael Grossi, direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica: "Finora non è stato rilevato alcun innalzamento dei livelli di radiazione nei paesi confinanti"
Iran, colpito l’impianto nucleare di Natanz. L’Aiea: “Non possiamo escludere fuoriuscite di materiale radioattivo”
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L’impianto nucleare iraniano di Natanz, tra i principali del paese, è stato colpito durante i raid di Stati Uniti e Israele. “Ieri hanno attaccato di nuovo gli impianti nucleari pacifici e protetti dell’Iran”, ha dichiarato l’ambasciatore di Teheran all’Aiea Reza Najafi ai giornalisti durante una riunione del consiglio dei governatori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, composto da 35 nazioni. Alla domanda di Reuters su quali impianti fossero stati colpiti, Najafi ha risposto: “Natanz”.

“Per quanto riguarda lo stato degli impianti nucleari in Iran – aveva detto poco prima il direttore dell’agenzia per l’energia atomica Rafael Grossi -, finora non abbiamo alcuna indicazione che uno di essi, tra cui la centrale nucleare di Bushehr, il reattore di ricerca di Teheran o altri impianti del ciclo del combustibile nucleare, sia stato danneggiato o colpito”. “Finora, non è stato rilevato alcun innalzamento dei livelli di radiazione al di sopra dei normali livelli di fondo nei paesi confinanti con l’Iran”, ha aggiunto.

“Vorrei ricordare ancora una volta le passate risoluzioni della Conferenza generale che affermano che gli attacchi armati contro gli impianti nucleari non dovrebbero mai aver luogo e potrebbero provocare rilasci radioattivi con gravi conseguenze all’interno e all’esterno dei confini dello Stato attaccato”.

“L’Iran e molti altri paesi della regione che sono stati oggetto di attacchi militari dispongono di centrali nucleari e reattori nucleari di ricerca operativi, nonché di siti di stoccaggio di combustibile associati, il che aumenta la minaccia alla sicurezza nucleare. Gli Emirati Arabi Uniti hanno quattro reattori nucleari operativi; la Giordania e la Siria hanno reattori nucleari di ricerca operativi. Anche Bahrein, Iraq, Kuwait, Oman, Qatar e Arabia Saudita sono stati attaccati. Tutti questi paesi utilizzano applicazioni nucleari di un tipo o dell’altro. Pertanto, esortiamo alla massima moderazione in tutte le operazioni militari”.

“Vorrei sottolineare che la situazione odierna è molto preoccupante – conclude Grossi ribadendo il concetto -. Non possiamo escludere una possibile fuoriuscita di materiale radioattivo con gravi conseguenze, inclusa la necessità di evacuare aree estese quanto o più delle grandi città”.

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