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Macron annuncia un piano di deterrenza nucleare: “Ho ordinato di aumentare il nostro arsenale, in gioco c’è la sicurezza dell’Europa”

Il progetto, sottolinea l'Eliseo, non entra in contrasto con la Nato, ma è tempo che il Continente "riprenda in mano il proprio destino". Regno Unito, Polonia, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca sono i Paesi interessati all'iniziativa. Intanto la Spagna nega agli Stati Uniti l'utilizzo delle due basi gestite in comune per le operazioni contro l'Iran
Macron annuncia un piano di deterrenza nucleare: “Ho ordinato di aumentare il nostro arsenale, in gioco c’è la sicurezza dell’Europa”
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Il luogo è simbolico. Il presidente Macron, dall’Ile Longue, base di quattro sottomarini atomici francesi, annuncia un cambio di passo sul piano della difesa militare nucleare, definendola “deterrenza avanzata”. “Dobbiamo rafforzare la nostra deterrenza nucleare di fronte alle molteplici minacce e dobbiamo considerare la nostra strategia di deterrenza nella dimensione europea, nel pieno rispetto della nostra sovranità” perchè “è la sicurezza dell’Europa ad essere in gioco”. Per questo motivo il presidente annuncia: “Ho ordinato di aumentare il numero di testate nucleari del nostro arsenale”.

Le parole di Macron in qualche modo erano state preannunciate; il 27 febbraio l’Eliseo aveva dichiarato che il discorso sarebbe stato incentrato su “alcuni cambiamenti e sviluppi significativi”, al contempo sottolineando che l’offerta nucleare della Francia “non è in alcun modo in competizione con la Nato”. Macron ha mantenuto fede alla premessa: Parigi offre protezione nucleare e nel contempo lavora con gli alleati a progetti di missili a lunga gittata. Alleato fondamentale risulta essere la Germania: a confermarlo è il cancelliere Merz che sui social scrive: “Emmanuel Macron e io abbiamo istituito un gruppo direttivo sul nucleare in cui coordiniamo le questioni relative alla deterrenza. Intendiamo adottare misure concrete entro la fine dell’anno, tra cui la partecipazione convenzionale della Germania alle esercitazioni nucleari francesi”.

Ma non solo Berlino entra a far parte di questo sistema. Il presidente francese ha confermato che sono otto i Paesi interessati al progetto: Regno Unito, Germania, Polonia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Svezia e Danimarca. Macron ha precisato che la Francia consentirà il dispiegamento temporaneo dei suoi aerei dotati di armi nucleari nelle basi alleate ma non ci sarà alcuna condivisione delle decisioni con altre nazioni riguardo all’uso delle armi atomiche. In questo modo le forze francesi potranno “diffondersi in tutto il continente europeo” per “complicare i calcoli dei nostri avversari”. Il piano potrebbe anche prevedere “la partecipazione convenzionale di forze alleate alle nostre attività nucleari”, come è successo nelle “recenti esercitazioni militari cui hanno partecipato forze britanniche”.

Durante il suo discorso, Macron ha richiamato i principi di collaborazione con Londra e Berlino “nel quadro della cosiddetta iniziativa Elsa (European Long Range Strike Approach) lanciata nel 2024 e che include anche Italia, Polonia e Svezia”. Per quanto riguarda i progetti sui missili a lungo raggio, questi saranno formulati da Francia, Gran Bretagna e Germania. Insomma, per il presidente francese è tempo che l’Europa si affranchi dalla dipendenza americana, ora più che mai viste le dichiarazioni altalenanti dell’amministrazione Trump sulla guerra su larga scala in Ucraina iniziata quattro anni fa con l’invasione russa. Per Macron è ora che “l’Europa riprenda in mano il proprio destino” ed ha concluso così: “Dobbiamo essere potenti, dobbiamo essere uniti, dobbiamo essere liberi”. La giornata nella base dei sottomarini si è chiusa con l’annuncio di un nuovo u-boot nucleare lanciamissili che sarà operativo nel 2036 e si chiamerà Invincible.

Di altro tenore l’atmosfera in Spagna. Il premier Sanchez ha negato agli Stati Uniti le basi gestite in modo comune – Rota e Moron – per l’utilizzo nell’operazione contro l’Iran. Sanchez scrive sui social che “la violenza genera solo altra violenza” e che “le bombe colpiscono obiettivi militari, ma anche strade, aeroporti, scuole e case di civili innocenti. È necessario fermare immediatamente questa spirale di violenza e tornare al quadro della diplomazia e del dialogo”.

Parole di condanna, dunque, per tutti gli attori del conflitto: “Nelle ultime ore l’Iran ha attaccato Arabia Saudita, Bahrein, Qatar, Cipro, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Israele, Giordania, Kuwait e Oman. Condanniamo con forza tutti gli attacchi illegali e indiscriminati contro i paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo e altri paesi della regione. Condanniamo anche il lancio di missili da parte di Hezbollah e l’attacco di Israele al Libano”.

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