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Sanremo 2026 | Tony Pitony è la nemesi perfetta di questo Festival mono tono e monotono

Questo duetto non è stato solo il migliore della serata, ma è stato una liberazione, una boccata d’aria fresca, una macchia di colore in mezzo a tanto grigio
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Alla fine, è il karma a punire questo Festival scandito da un ritmo militaresco, asettico nei contenuti e controllato in maniera certosina. E per farlo, ha scelto Tony Pitony.

Il duetto con Ditonellapiaga vince meritatamente la quarta serata di Sanremo, dedicata alle cover, contro ogni previsione, facendo storcere il naso a molti. Il fenomeno Tony Pitony è la nemesi perfetta di questo Festival mono tono e monotono, che giunge senza preavviso a scombinare le certezze dei ben pensanti, che sparpaglia le carte e le tira per aria. Un uomo col viso mascherato a metà da Elvis, relativamente sconosciuto ai più, dal quale come minimo ci si aspetterebbe uno scivolone sul palco o una stecca mentre canta e che invece lascia tutti a bocca aperta perché non solo sa cantare, tra l’altro molto bene, ma si cimenta insieme a Ditonellapiaga in un pezzo di Frank Sinatra che deride l’alta società di New York e la sua rigida etichetta e che venne riproposto, tra gli altri, da Tony Bennet insieme a Lady Gaga.

Questo duetto non è stato solo il migliore della serata, ma è stato una liberazione, una boccata d’aria fresca, una macchia di colore in mezzo a tanto grigio, assolutamente coerente con il percorso brillante di Ditonellapiaga in questo Sanremo soporifero. Non a caso, canta Che Fastidio! su questo palco polveroso, in questo Festival pieno di restrizioni e privo di emozioni.

Stendiamo un velo pietoso su Alessandro Siani, chiamato al 90esimo a sostituire Pucci. C’è da dire che la scelta è perfettamente coerente: nessuno dei due fa ridere. E stendiamone un altro per il look di Laura Pausini in questo Sanremo: ci si è impegnati parecchio per farla diventare un meme vivente e l’impegno è stato abbondantemente ripagato.

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